21 marzo 2024 ore: 13:53
Società

Ideali e sofferenza

Con questa Domenica delle Palme, inizia la Settimana Santa. La liturgia ci accompagna con molte celebrazioni: oltre la benedizione degli ulivi, mercoledì sera saranno benedetti dal Vescovo gli oli santi ...

Con questa Domenica delle Palme, inizia la Settimana Santa. La liturgia ci accompagna con molte celebrazioni: oltre la benedizione degli ulivi, mercoledì sera saranno benedetti dal Vescovo gli oli santi (Olio dei catecumeni, il Crisma, Olio dell’unzione degli infermi) seguirà nel Giovedì il ricordo della cena,  che perpetuiamo nella s. Messa, accompagnata dalla lavanda dei piedi;  il venerdì è dedicato alla Passione del Signore, per il Sabato santo la celebrazione della veglia pasquale. Infine, la Domenica di Pasqua, con il ricordo della risurrezione del Signore.
Un insieme di riflessioni è possibile: scegliamo alcuni punti di riferimento, per dare senso alla settimana.

Solitudine e angoscia

Per questa prima lettura della Passione, scritta dall’Evangelista Marco, l’attenzione va posta sulla drammaticità della solitudine e della sofferenza di Gesù: «Poi, andato un po' innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell'ora. E diceva: "Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu".
E’ il momento della scelta: aveva accettato la missione della salvezza, predicando nei villaggi della Palestina, illustrando il suo insegnamento, diverso dalle interpretazioni correnti, che gli costeranno la vita. Si proclama Figlio di Dio, inviato ad annunciare la “buona novella”, pur sapendo che i sacerdoti, i leviti, gli scribi e i farisei non avrebbero mai accettato la versione da lui fornita. Persiste nelle sue dichiarazioni e sarà giudicato “bestemmiatore”. Chi bestemmiava era “reo di morte”: cosa che avverrà.
In quel momento di presa di coscienza si sente solo, abbandonato anche dai suoi discepoli. All’angoscia della morte risponde con l’invocazione a Dio, che chiama Padre.
Gli è rimasto solo Dio perché non ha chi lo difende. Le uniche presenze: «Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme».
La pietà delle donne è esempio della fedeltà e sensibilità caratteristiche di chi è madre.

Ideali e sofferenza

Un secondo pensiero va al rapporto che esiste tra sofferenza e salvezza. Come se una legge non scritta fosse incisa nella storia. Ogni ideale nobile e positivo è sempre accompagnato da sacrifici, solitudine, dolore.
Questa legge appare come il prezzo da pagare per un vero ideale. Le verità nobili non seguono una linea spontanea: andando contro corrente, evidenziando contraddizioni, i primi a pagare sono coloro che si fanno portavoce di nuove verità.
Ritornano le parole del profeta Isaia:

«Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso».

La fede in Dio, con la sua assistenza non libera dalle ingiustizie dei nemici: chi è da lui ispirato segue la propria missione, sapendo che pagherà per le indicazioni che portano verità.
La conferma viene dal Salmo:

«Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d'Israele».

La conclusione della testimonianza è suggerita dall’Inno della Lettera ai Filippesi. Riferendosi a Gesù il brano dice:

«Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sottoterra.»

E’ la certezza che il sacrificio di Cristo non è stato vano. La sua presenza è la presenza di Dio che indica, per chi crede in lui, quanto da lui suggerito. Non soltanto a parole, ma con il suo martirio: la coerenza che dimostra la serietà e la verità della missione.

24 Marzo 2024 – Anno B
Domenica delle Palme
(1ª lett.:  Is 50,4-7 – Salmo 21 (22) - 2ª lett.: Eb 5,7-9 – Vangelo: Mc 14,1-15,47)