14 agosto 2020 ore: 00:26
Società

Il miracolo alla donna straniera

In questa domenica il tema centrale è la corrispondenza tra le parole e i fatti; tra l’osservanza esteriore e la retta coscienza
Il miracolo che viene narrato (guarigione della figlia di una donna cananea) è preceduto dallo scontro dei farisei e degli scribi contro Gesù. Costoro rimproverano i discepoli che non rispettano le regole imposte dalla religiosità ebraica. Il Signore risponde duramente a questa obiezione, facendo presente che non si onora Dio con le parole e non lo si rispetta seguendo esteriormente le regole.
La polemica è dura e Gesù usa parole fortissime contro i farisei: “lasciateli. Sono ciechi che guidano altri ciechi, così che tutti cadono nella fossa. Narra poi la parabola di ciò che entra nella bocca e ciò che esce.
Spiegata la parabola, i concetti sono chiari: “Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l'uomo. Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. Queste sono le cose che rendono immondo l'uomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende immondo l'uomo”. (Mt 15, 17-20)
La sostanza delle parole del Signore è il rinnovamento del cuore e non il rispetto esteriore e insignificante della pratiche.
Un monito severissimo contro l’esteriorità della religione, a svantaggio dell’autenticità.

Il miracolo alla donna straniera

In questo contesto è narrato la il miracolo ad una donna straniera, facente parte dei Cananei, popolazione avversaria del Giudaismo.
In un primo momento sembra che il Signore voglia rifiutarsi, volendo evidenziare che la sua missione è rivolta per primi ai Giudei. Se costoro rifiuteranno il messaggio, il regno di Dio sarà annunciato a tutto il mondo. Il miracolo si conclude: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri.”

Con le parole e con i gesti l’evangelista Matteo lancia evidenti due messaggi. La religiosità è un fatto di cuore e non di apparenze. Il secondo messaggio: la fede è a disposizione di chiunque voglia credere nel Maestro, senza distinzioni di religione, di razza, di appartenenza.
Sono due caratteristiche su cui si fonderà la storia del popolo di Dio lungo i secoli. Non cadere nella trappola del moralismo (osservanza delle prescrizioni); non chiudersi in circoli privilegiati ristretti per la propria appartenenza.


16 Agosto 2020 – Anno A
XX Domenica del tempo ordinario
(1ª lett.: Is 56,1.6-70 - 2ª lett.: Rm 11,13-15.29-32  – Vangelo: Mt 15,21-28)