3 luglio 2019 ore: 16:27
Società

In qualunque dimora entriate prima dite: “Pace a questa casa"

La liturgia, seguendo il Vangelo di Luca, propone l’uscita di 72 discepoli, inviati da Gesù nei vari villaggi. Il profeta Isaia, con i suoi inni, lancia messaggi di incoraggiamento e di gioia.
San Paolo, nella lettera ai Galati, ritorna al fondamento della salvezza, facendo appello alle “stimmate” impresse nel suo corpo.

Sarete allattati e vi sazierete

Con un richiamo raro nella Bibbia, per benedire Gerusalemme il profeta richiama un gesto materno, pieno di grazia e di vita. La città santa, simbolo di Israele è paragonata a una creatura accudita dalla madre:

«Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria».

Il paragone esprime dunque tenerezza, vicinanza, ma anche nutrimento. Dio è come una madre che cresce il neonato, attenta a che nulla manchi, in termini di affetto, ma anche di cibo e nutrimento.
Il profeta continua con altra immagine e riprende quello della madre:

«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò».

Il popolo di Israele non deve dunque temere nulla: è nelle mani di un padre e di una madre che accudiscono i loro figli, attenti a creare e a mantenere gioia e ristoro. Le figure genitoriali sono rappresentate da Dio il quale, come ha fatto nascere le creature, così si preoccupa del loro benessere e del loro futuro. Da notare come tutta la natura viene coinvolta nella lode a Dio: il fiume, le erbe, gli uomini saranno consolati: «Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba».

Essere nuova creatura

San Paolo torna al tema a lui molto caro: il Signore Gesù, con la sua morte, ha portato salvezza. Essa significa: «Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio».
Il Vangelo di Matteo, narrando l’inizio della missione di Gesù in Galilea, ha lasciato scritto: «Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de’ cieli è vicino». E’ il tema centrale della vita di Gesù e i suoi discepoli hanno ben compreso questo messaggio. Una visione che tocca le cose del mondo non per gestirle, ma per elevarle a una dimensione spirituale. Non si tratta di sottrarsi al mondo, ma di viverlo con la visione di Dio.
La salvezza è alla portata di chiunque voglia vivere seguendo la via del Signore: nulla è tolto alle vicende umane, ma tutte sono vissute in una visione evangelica. E’ vero che l’insegnamento del Signore non arriva mai a livello di indicazioni dettagliate, ma sono principi che fanno da riferimento per la vita personale e per quella collettiva.

Li inviò a due a due

Il racconto di Luca è certamente un sommario delle esperienze delle prime comunità cristiane. Il racconto dei discepoli inviati è sintetizzato in alcune indicazioni che  vogliono suggerire uno stile.
Tale stile riguarda prima di tutto il messaggio: “e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.
La missione dunque è religiosa e tale deve rimanere: ogni discepolo può predicare la dimensione dello spirito, nella visione trascendentale caratteristica di Dio.
E’ una proposta: infatti, dice il Signore: “vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.”
La predicazione è solo proposta: “In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.”
Le opposizioni sono possibili: “Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi”.
Non fatevi scrupoli di essere accolti, perché il vostro impegno può e deve essere sostenuto: “ Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.”
Una visione della missione di discepolato che è bene ricordare: la predicazione del regno di Dio, la benedizione, le guarigioni, l’augurio di pace. Una sintesi che fa del Vangelo una proposta lineare, delicata e solare.


7 Luglio 2018  – Anno C
DOMENICA XIV DEL TEMPO ORDINARIO
(1a Lettura: Is 66, 10-14 – 2a Lettura: Gal 6, 14-18 - Vangelo Lc 10, 1-12. 17-20)