24 gennaio 2020 ore: 13:01
Società

L’annuncio evangelico è una proposta

Il profeta scrive la sua profezia a partire dalle terre di due tribù nell’alta Galilea, da dove Gesù inizierà la sua missione. La prospettiva è quella di un futuro di splendore perché:

“Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.”

L’inizio

Il riferimento è adeguato perché lo stesso evangelista Matteo lo riprende. La sorpresa è sul come la missione del Signore inizia.
Coinvolge gente del popolo, pescatori del lago di Galilea. Sono citati i nomi, una coppia di fratelli. Andrea e Pietro, Giacomo e Giovanni. Li invita a seguirlo e loro, lasciate le reti, lo seguirono.
Impressiona il modo dell’inizio perché più umile e semplice non si può. Non ci sono manifestazioni divine; non ci sono gruppi politici o economici che spingono. Sono le idee che il Messia porterà a spingerli a seguirlo. Ne seguiranno altri: saranno dodici in tutto.

L’elenco è riportato da vari Evangelisti. Matteo li cita così:
“Primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariosta, colui che poi lo tradì.” (Mt 10, 2-4).

Saranno con lui perché, come lui, annuncino il vangelo e scaccino i demoni; li manda in missione a parlare in suo nome muniti della sua autorità: "Chi accoglie voi, accoglie me, e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato"; sono incaricati di distribuire i pani e i pesci moltiplicati nel deserto; ricevono un'autorità speciale sulla comunità che devono dirigere.

I Dodici saranno i giudici nell'ultimo giorno (Mt 19,28).

I Vangeli proseguono nel raccontare altri episodi riguardanti il loro comportamento: non comprendono appieno la missione di Gesù, confondendo il Messia come il liberatore; si impauriscono; sono invidiosi tra loro; hanno dubbi sulla risurrezione.
La tradizione racconterà che tutti saranno fedeli al Maestro, eccetto Giuda che l’ha tradito, morendo martiri.

La missione

Nel tempo, quando le primitive piccole comunità post apostoliche diventeranno Chiesa, la loro successione sarà tramandata agli anziani della comunità prima, poi ai Vescovi, alla fine partecipata dai presbiteri.
Un lento evolvere storico che ha portato all’attuale organizzazione della Chiesa.
Il riferimento rimane comunque l’azione del Maestro: le sue parole, il suo agire.
La prima considerazione è che la l’annuncio evangelico è una proposta. Il Signore invita: c’è chi lo scolta e lo segue; chi lo ascolta ma non accetta; infine chi lo osteggia perché sarebbe stato un profanatore della Legge.
Queste tre ipotesi rimangono ancora oggi valide. E’ vero che la cultura cristiana ha oltre duemila anni di storia e il Cristianesimo è presente nel mondo, ma il messaggio evangelico è a volte accolto, a volte rifiutato e infine anche perseguitato.
Quando l’organizzazione ecclesiastica ha seguito altre strade ha un po’ tradito (anche se per zelo) questo stile e non ha fatto un buon servizio al cristianesimo.
La questione riguarda anche l’oggi: sembra che, almeno in occidente, il messaggio evangelico sia stato dimenticato. In altre regioni persino perseguitato, con vittime e martiri.
Lo stile di Gesù non ha usato nessun strumento “umano” per far accettare la sua proposta. Le sue parole, i suoi comportamenti restano la guida maestra delle missione della Chiesa.
Le fasi storiche della religiosità si sono intrecciate con gli eventi umani: organizzazioni, missioni, poteri si sono intrecciati nelle vicende della terra.
La strada migliore è riproporre i contenuti che i Vangeli ci hanno proposto, senza allarmi e senza ansie.
E’ lo spirito che “soffia dove vuole” e se trova disponibilità concede benedizione e grazia. Si insite oggi molto sull’incontro con Cristo. La chiamata non è una semplice adesione di fede: è un invito a vivere la vita seguendo la strada tracciata dalla vita stessa del Cristo.
I cristiani sono solo strumenti: nessuna creatura è dispensatrice di grazie.
Chi lo crede è vanamente superbo e inefficace. Ai dodici, ma a tutti i battezzati è stato affidato il compito di divulgare le parole di Gesù e di dare testimonianza per primi dell’ascolto della parola.


26 Gennaio 2020 - ANNO A
III Domenica Tempo ordinario
(1ª lett.: Is 8,23b - 9,3 - 2ª lett.: 1 Cor 1,10-13. 17  - Vangelo: Mt 4, 12-23)