29 dicembre 2020 ore: 14:59
Società

La cultura della cura, come percorso di pace

Il primo giorno dell’anno, festa non solo religiosa, ma celebrata in tutto il mondo, è dedicata a Maria, Madre di Dio
Un’intuizione che assume la maternità come tutrice del bene del mondo. Memoria che appella alle capacità di ogni madre di proteggere e procurare il bene di ogni creatura. Un amore innato, profondo, autentico, accompagnato dall’impegno quotidiano ad accudire e a crescere ogni creatura vivente.
La maternità di Maria è riferita alla nascita di Gesù e nella tradizione della Chiesa, la Madonna protegge tutto il popolo cristiano. E’ una protezione naturale e spirituale richiesta da una presenza amorevole.

Ti lodino i popoli

I testi biblici, offerti per questa festa, sono invocazione di benedizione. «Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Il salmo suggerisce gli stessi sentimenti:

«[Dio] su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra»

Il testo di san Paolo integra la dimensione religiosa ricorrendo alla famiglia, con la quale è richiamata la paternità di Dio:

«Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.
Il brano del Vangelo ripropone la scena della nascita di Gesù, con la presenza dei pastori. L’evangelista Luca fa notare, a proposito: «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore», quasi a dire che la presenza di Maria non si sarebbe limitata alla nascita del figlio, ma sarebbe proseguita anche dopo la sua morte. Infatti Luca, negli Atti degli Apostoli, ricorda che nel cenacolo, insieme ai discepoli, è presente anche lei.

La cultura della cura

Per rendere concreta e utile la celebrazione, nella recente tradizione della festa del primo dell’anno, Paolo Vi, nel 1968, introdusse la giornata della pace. Ogni anno, da quella data, il Sommo Pontefice lancia un messaggio all’intera umanità, auspicando il superamento di ogni disuguaglianza e conflitto.
Quest’anno nella celebrazione della 54ª giornata porge l’attenzione  “alla cultura della cura, come percorso di pace”.
Il Papa mette in evidenza come, sin dall’inizio delle Scritture, la cura del creato sia stato un fondamento della dottrina della Chiesa.
Da qui il concetto di persona, con la sua dignità e i suoi diritti inalienabili.
L’appello allarga l’orizzonte alla solidarietà, come caposaldo di ogni relazione sociale, ricordando la dottrina e la storia della Chiesa, da sempre attenta al rispetto della persona, della famiglia, delle relazioni amichevole tra le nazioni, offrendo uno sguardo “umano” ad ogni manifestazione della terra. Dai singoli al creato, da piccoli gruppi al mondo intero.
Il tema della cura diventa così una presenza rispettosa, che non si ferma ai principi, ma si allarga alle azioni singole e collettive. Un respiro ampio necessario oggi più di ieri, per la pandemia che ha colpito il mondo.
La cura serve a rimuovere tutte le cause che producono guerre, disuguaglianze, chiusure e rancori.
Il quadro offerto auspica una terra pacificata, perché sorretta dalle cure reciproche che abbassano contrasti e odi.
Custode di una tale cultura giustamente è invocata Maria, Madre di Dio.

 

1° Gennaio 2021 – Anno B
Maria santissima, Madre di Dio
(1ª lett.: Nm 6, 22-27 - 2ª lett.: Gal 4,4-7 – Vangelo: Lc 2,16-21)