3 aprile 2021 ore: 00:05
Società

La Pasqua indica che vinceranno la vita, la verità e la luce

La Pasqua cristiana ricorda la risurrezione del Signore. I messaggi che ha indicato, presenti ancora oggi, sono profondi e significativi

Vinceranno la vita, la verità, la luce

La prima indicazione è che la morte non vince sulla vita. Nel trascorrere del tempo questa lotta è stata rappresentata in molti modi: luce e tenebre, bene e male, verità e menzogna attraversano lo scorrere della storia umana. Una lotta che si ripete individualmente, ma anche globalmente. Abbraccia i sentimenti, le intelligenze, le relazioni. Ognuno è chiamato a rispondere, ogni volta a questa sfida. Riguarda anche le condizioni e le relazioni tra i popoli. Disuguaglianze, guerre civili, povertà, corruzioni indicano gli effetti dei comportamenti umani. Se aggregati producono conseguenze devastanti. Da qui l’attenzione non solo alla propria storia, ma anche alle condizioni che riguardano il mondo.
La Pasqua indica che vinceranno la vita, la verità, la luce. Obiettivi non regalati, ma frutto di impegno, di coscienza e di fedeltà: virtù singole e collettive.
Occorre attraversare prove, contraddizioni e sconfitte: è il ricordo della passione di Cristo, evento strettamente legato alla sua risurrezione. Una lezione dolorosa e faticosa, ma, nella fede, vincitrice delle tenebre.
E’ il mistero della storia umana composto di corpo e di spirito, di carne e di anima, mescolati nell’unica vita che ad ognuno è stata affidata e che, solo di volta in volta, ci è rivelata.

Con noi

La seconda indicazione è che Dio rimane presente in noi: ovunque e comunque. Una creazione continua perché le creature umane non saranno abbandonate al loro destino, ma saranno sorrette dalla presenza dello Spirito che le sorregge, le illumina e le sostiene ogni qual volta dovranno scegliere. Le apparizioni di Cristo risorto vogliono assicurare che il Signore continuerà ad essere accanto a chi lo invoca e lo prega. Il ricordo della cena è un aiuto a non dimenticare, ma a celebrare questa presenza. Ogni domenica ci ritroviamo per ricordare le nostre scelte cristiane. Nel nome del Signore Gesù.
Infine la Pasqua indica il mondo che va oltre i limiti temporali. La vita non è solo quella fisica, rappresentata dalla nascita e dalla morte. La vita continua nel mistero di Dio. Come preesisteva prima che nascessimo, così continua a vivere dopo la morte.
La certezza di una simile verità è data dagli spiragli di immortalità, di conoscenza e di creatività presenti nella vita quotidiana.
Un progetto misterioso ed appassionante, frammisto a prove e a contraddizioni, così che la libertà umana possa esprimersi rispettando le volontà individuali.
La vita è il risultato del genio divino che ha pensato la creazione temporale e quindi caduca, innescando in essa elementi divini. L’aggiunta di libertà ha voluto salvaguardare l’identità, così che ognuno fosse se stesso, senza essere accorpato in una schiera senza nome e senza identità.
Il problema vero è come poter acquisire la coscienza di voler costruire la propria identità, scegliendo, di volta in volta, la strada da percorrere.
La preziosità e la dignità di ogni essere vivente è nel progetto di Dio che ha creato il finito, ma con un’assomiglianza al divino innato nelle creature umane e cresciuto con  la libertà delle singole storie.
Non è facile, nella vita quotidiana, aver coscienza del progetto della creazione: ma il tempo scandisce i momenti e li unifica.

Senza prezzo e senza riscontri

Il tutto è stato donato da Dio, con amore gratuito: senza prezzo e senza riscontri. Lo stesso giudizio non è l’intervento esterno di un Dio in attesa di risultati, ma l’autocoscienza che riesce a capire come e dove ha potuto seguire la sua storia positiva e dove invece l’ha tradita. Non significa autoreferenzialità ma il confronto con il progetto divino. L’identità felice o infelice sarà la discriminante di come sono state utilizzate le risorse, le occasioni e i singoli episodi.
Dio ha creato con il metro della felicità collegandola all’impegno di inseguirla.
Da qui il coraggio verso scelte coraggiose ed eroiche: non soltanto nella quotidianità delle giornate, ma negli orientamenti da perseguire per se stessi e per i propri cari.
Se il mondo seguisse le indicazioni del Signore risorto sarebbe diverso: le virtù evangeliche non costituiscono limiti, ma indirizzi per rendere la vita significativa. E’ l’augurio pasquale migliore possibile. Augurare il benessere autentico pensato da Dio, non sottraendosi alle vicende che si presenteranno, siano esse facili o anche dolorose. Che la benedizione di Dio possa proteggere ogni famiglia, soprattutto i suoi componenti delicati e fragili.

Il salmo grida, offrendoci sicurezza:

«Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore
perché il suo amore è per sempre.»

 

4 Aprile – Anno B
Domenica di Pasqua
(1ª lett.: At 10,34a.37-43 - 2ª lett.: Col 3,1-4; Vangelo: Gv 20,1-9)