22 aprile 2022 ore: 21:45
Società

La prospettiva di un mondo ideale, pacifico e giusto. Impegno delle persone responsabili

di Vinicio Albanesi
In questa domenica, subito dopo Pasqua, l’attenzione è rivolta alle persone che aderiscono alla nuova religione: sono molte ed entusiaste. Il Vangelo insiste ancora sulle vicende della risurrezione. L’episodio di Tommaso dimostra le perplessità che, anche tra gli apostoli, sono sorte sull’evento miracoloso

Una moltitudine di uomini e di donne

Il brano degli Atti degli Apostoli proposto dalla liturgia insiste, con enfasi, alle molte persone che seguono l’insegnamento di Gesù, addirittura a Gerusalemme, con Pietro che annuncia la nuova religione.
La parola "popolo" di cui si serve la Scrittura va presa con le pinze. Sicuramente, confortati da un certo seguito, l’evangelista Luca non manca di sottolinearlo.
Tutti gli Apostoli hanno ricevuto, dopo la morte del Signore, una spinta a proseguire la sua opera. Notizie certe le abbiamo da San Paolo che, pur non essendo apostolo, narra nelle sue varie lettere il pellegrinare fino a Roma dove morì martire.
Fa impressione la capacità di attrazione dei messaggi del Vangelo. Dopo duemila anni la religiosità cristiana si è riversata nel mondo, seguendo la storia, non sempre lineare e confortante. Mentre in alcuni paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’America latina il cattolicesimo attrae persone alla conversione, nella vecchia Europa e nel nord America sta avanzando un allontanamento dalla religiosità ricevuta.
E’ una riflessione da fare. Sono state scritte molte opere per comprendere le difficoltà che si riferiscono anche al calo delle vocazioni, sia per il sacerdozio, che per la vita consacrata maschile e femminile.
Un fenomeno che non è nuovo se si pensa al Nord Africa, dove le prime comunità erano fiorenti, oggi lontane dal cristianesimo.
Per l’occidente è stato suggerito l’allontanamento già da molti secoli: hanno fissato la data da quando, già prima dell’Illuminismo, Bacone suggerì la convinzione che, al di fuori del proprio io, nessuno poteva più intervenire in termini di fede e di morale.
Se si aggiunge il materialismo esasperato delle società moderne, si riesce a scorgere i motivi fondamentali del rifiuto della religione e di qualsiasi Dio.
Proiettati in se stessi non si accettano più indicazioni che vengono offerte da altre fonti. Recentemente prima è stata rifiutata la filosofia, poi la religione, la politica, infine anche la scienza. Ognuno si sente autorizzato a discettare su tutto con il proprio pensiero.
Il rischio non è da individuare nel rifiuto, ma nella parcellizzazione di ogni giudizio. Se ognuno, senza alcun riferimento comune, decide che cosa credere e come comportarsi, ne deriva una totale insicurezza. L’isolamento dei singoli influenza la convivenza perché, per ogni dettaglio importante o marginale, non si potrà trovare la giusta risposta.
Si dice frequentemente che sono terminati gli ideologismi: più correttamente si dovrebbe dire che sono terminate le idealità, in quanto la propria identità è frutto di pezzi di ricordi, fantasie, elucubrazioni ed emozioni.

La prospettiva di rinascita

Il brano del Vangelo di Giovanni riferisce il comportamento di Tommaso che non crede al racconto degli altri Apostoli della visione del Signore risorto: è ricordato dall’evangelista per confermare la veridicità delle parole degli altri apostoli.
Il saluto della visione è "pace a voi", così a significare che il clima non è di rimprovero, ma di conferma. Le parole usate sono esplicite. Gli Apostoli sono convinti che il Signore Gesù è vivo, anche se non mancano dubbi sulla sua risurrezione.
Dubbi che accompagnano anche i credenti di oggi. I Vangeli raccontano che la tomba è vuota, che le visioni dell’assunzioni che Gesù in cielo garantiscono il non abbandono per  coloro che credono in lui. La risurrezione ha questo messaggio di fondo: una presenza costante del Signore che non è solo ricordo, ma presenza che riesce ad accompagnare, con l’aiuto dello Spirito, il credente nell’applicazione della missione.
Indubbiamente nel miracolo della risurrezione rimangono difficoltà nella comprensione, ma se si osservano i contenuti dell’azione e delle parole del Nazareno, i martiri che nel suo nome hanno rinunciato alla vita, i milioni di persone che seguono si suoi insegnamenti, non si può negare che c’è qualcosa di miracoloso in tutta quest’opera.
Con una considerazione da non tralasciare: nei racconti dei Vangeli non c’è nulla di misterioso che ricordi maghi, fattucchiere, azioni ambigue. La narrazione, soprattutto dei tre Vangeli sinottici, è lineare e comprensibile. Alcune discordanze sono la controprova di racconti autentici, non concordati per inventare effetti speciali.
La risurrezione di Gesù è la prospettiva di rinascita: necessaria sempre, sia nel quotidiano che nell’eccezionale, in ambito personale e in quello collettivo.
La prospettiva di un mondo ideale, pacifico, giusto non va mai smarrito: in fondo è l’impegno delle persone serie e responsabili.

 

24 Aprile 2022– Anno C
II Domenica dopo Pasqua
(1ª lett.: At 5,12-16  - 2ª lett.: Ap 1,9-11a.12-13.17-19 – Vangelo: Gv 20,19-31)