28 agosto 2020 ore: 12:51
Società

La vita va vissuta intensamente, inseguendo grandi ideali

La liturgia di oggi ha una sua logica che parte dalla lode a Dio, fino all’impegno di seguire le vie indicate da Cristo
Il testo di Geremia è un testo celebre. Usa espressioni talmente umane da sembrare azzardate: “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso.”

Subito dopo le parole del profeta indicano la fatica e il dolore per seguire quanto Dio ha suggerito al profeta: “Quando parlo, devo gridare, devo urlare: «Violenza! Oppressione: Così la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.”

Quando parlo devo gridare

E’ descritta in concetti più ampi la lotta tra la verità e la superficialità. La sfida delle cose giuste contro quelle ingiuste.
Una sfida costante nella vita. Appiattirsi sui significati prevalenti nella mentalità e nella cultura superficiale crea meno problemi.
E’ la tentazione – addirittura alcune volte nemmeno cosciente – di seguire istinti, convinzioni, esternazioni che non vanno alla radice della verità, ma si fermano su considerazioni di interesse, di astio, addirittura di rabbia.
E’ un andamento che è sotto gli occhi di tutti: si tratti di immigrazione, di pandemia, di lavoro o di economia.
La verità deriva da concetti fondamentali che non possono essere elusi. I giudizi fanno appello alle convinzioni profonde: del rispetto della vita, della solidarietà, dei privilegi, delle disparità, delle prepotenze.
Lo stesso concetto di giustizia è molto precario: dipende dai principi a cui appella. Ricercare verità esige dunque, per il cristiano, un ascolto che lo aiuti a discernere, per poi decidere. Non è possibile ondeggiare più di tanto perché le conseguenze nei comportamenti portano a decisioni opposte.
Da qui la sofferenza di cui parla il profeta. Seguire la verità di Dio può portare dolore, solitudine, addirittura persecuzione. Gli esempi dei martiri cristiani sono esempi estremi di coerenza e di verità.
La fonte delle ricerche delle decisioni dipende da quella “seduzione” di cui parla il profeta: un’adesione profonda e vera al modo di essere e di pensare di Dio. Il risultato di tali scelte porta pace e sicurezza.

Il brano di Isaia conclude:

“Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.” E’ l’incontro coinvolgente e pieno di Dio.

Con altre parole il salmo 62 sottolinea:

“O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. 

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode. 

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.”

Se qualcuno vuole venire dietro a me

Il Vangelo non è in contraddizione con il pensiero espresso dal profeta.
Il Signore annuncia ai suoi discepoli che dovrà soffrire fino a morire.
“In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.”
Pietro tenta di liberare Gesù da tale prova; il Signore lo scaccia perché “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”.
Sono le conseguenze della coerenza: faticosa, in alcune circostanze drammatica.
La finale è consolatoria: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?”

E’ il messaggio del senso della vita. Gesù ha offerto una prospettiva, prima che divina, significativa. La vita, che è breve per natura, va vissuta intensamente, inseguendo grandi ideali. L’orizzonte, fin dai primi momenti delle proprie responsabilità, va tenuto largo, coraggioso, altruista: sia che si tratti di famiglia, di lavoro di impegno nella vita collettiva.
Un invito dunque propositivo a vantaggio della soddisfazione di aver vissuto un vita utile per se, per i propri cari, per chiunque è stato incontrato.
Il messaggio cristiano non è improntato a privazioni, restrizioni, penitenze, ma agli orizzonti aperti delle creature umane che inseguono i migliori progetti della vita.


30 Agosto 2020 – Anno A
XXII Domenica del tempo ordinario
(1ª lett.: Ger 20,7-9 - 2ª lett.: Rm 12,21-27  – Vangelo: Mt 16,21-27)