20 febbraio 2021 ore: 11:14
Società

La sostanza delle questioni umane

In questa prima Domenica di Quaresima viene riproposto il brano di Marco che racconta delle tentazioni nel deserto
Un Vangelo che conosciamo ampiamente: Gesù si prepara alla missione con la preghiera e la permanenza nel deserto, dove subisce “le tentazioni”: pur essendo tre (rendere le pietre pane, salire sul pinnacolo del tempio, adorare satana) possono essere condensate nel rifiuto del potere. Un potere violento e ingiusto. Nella Chiesa, già dai primi secoli, inizia la prassi di settimane di penitenza per ricordare la morte di Cristo. Nel quarto secolo san Giovanni Grisostomo scriveva che nell’oriente era consuetudine prepararsi alla Pasqua “con preghiere, elemosine, digiuni, vigilie, confessione dei peccati”: i cristiani si potevano così rinnovare interiormente, per risorgere con Cristo a vita nuova. Il periodo quaresimale si diffuse, in breve tempo, anche in occidente, diventando il periodo “forte (insieme all’Avvento) di impegno spirituale.

La Quaresima 

Parlare di Quaresima oggi è più facile, ma anche più difficile. Più facile perché nel mondo si sta vivendo un triste periodo di ristrettezze, a causa della pandemia.
Il virus non è stato ancora fermato e porta con sé malattia, solitudini, morti. I numeri dei contagiati e dei morti è impressionante, con l’aggravante che ha la capacità di trasformarsi divenendo così più aggressivo e deleterio.
Nella coscienza moderna non si collega l’idea di un periodo penitenziale, ma si è alla ricerca spasmodica del superamento dei limiti, intrecciando salute, risorse economiche, pace sociale.
Probabilmente perché non si ha la certezza scientifica da dove e perché sia nato la pandemia, ‘attenzione è rivolta ad eventuali responsabili, non aggiungendo nulla alla drammaticità della situazione.
Al di là delle chiarezza dei dati che la scienza riuscirà a fornire, si può interpretare il periodo della pandemia come momento di riflessione e di penitenza.
Il nodo è nella incapacità di ripensare una convivenza più equilibrata e meno dispendiosa.
Un problema molto complesso perché la pace sociale deve essere conquistata senza aumentare le disparità e le sacche della sopravvivenza dignitosa per tutti. Al di là delle conclusioni che si possono trarre in termini sociali ed economici sono possibili una seria riflessione sullo sviluppo dei livelli di vita, allargando l’orizzonte alla visione globale, come globale è stata la diffusione della pandemia.

Il silenzio, la preghiera, il digiuno e le opere di carità

A ben riflettere la Quaresima, per un cristiano, può essere vissuta come periodo di conversione e di cambiamento. Il cristiano è attento alla vita dell’anima: per questo utilizza momenti e strumenti capaci di riportarlo ad un esame sincero delle proprie condotte di vita. Lo schema classico della quaresima presuppone quattro azioni fondamentali: il silenzio, la preghiera, il digiuno e le opere di carità
Il silenzio è diventato un dono prezioso: nella bolgia delle notizie, degli strumenti di comunicazione, dell’ossessione dei messaggi, un uso ponderato e meno ossessivo delle voci esterne è utile al proprio benessere spirituale. Non si può essere omologati a un pensiero unico, imposto da altri. Il silenzio è la condizione previa per una coscienza critica e autentica.
I momenti di proibizione della mobilità può essere utilizzato per una preghiera più intensa, aiutata magari dagli strumenti di comunicazione sociale, in compenso intima e profonda. La scoperta della meditazione sulla parola di Dio frammista alle vicende vissute permette la riflessione vera sui problemi della vita, sulle prospettive e sulle risposte adeguate alla  vita dell’anima.
Il digiuno oggi coinvolge  risposte complesse che vanno comunque a intaccare i consumi  personali e l’impegno per la salvaguardia della terra.
Non si è ancora giunti a una coscienza collettiva del rapporto che esiste tra consumi soggettivi ed equilibrio ambientale. La natura ci suggerirà o peggio ci costringerà a cambiare metodi e approccio fino ad oggi eccessivamente consumistici e superflui.
La parola elemosina diventa impegno personale e collettivo per il superamento delle disuguaglianze: all’interno della propria nazione, ma con uno sguardo che abbracci il mondo intero.
Si può notare dunque che la saggezza di molti secoli fa, per una prospettiva di rinascita, ritorna ancora oggi, anche se i contesti culturali e sociali sono molto diversi. Più nella quantità che nella qualità. La razza umana, da sempre, ha dovuto scegliere tra bene e male, tra egoismi e solidarietà tra saggezza e stoltezza.

E' utile pregare con il salmo che, rivolgendosi a Dio proclama;

«Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza».

La storia religiosa del cristianesimo resiste nel tempo perché affronta la sostanza delle questioni umane: equilibrio tra corpo e anima, tra intelligenza e affetti, tra solitudine e comunione, tra terra e cielo, tra bene e male. Sono i problemi eterni che non abbandonano l’umanità. Variano molte circostanze della vita; rimane il mistero della vita umana, ancorata alla terra, con tutti i suoi problemi e limiti, in presenza di un’anima che aspira a visioni immortali. Non due mondi separati, ma vissuti nella propria identità che può essere variata da intelligenza e volontà. Esseri misteriosi chiamati a una sintesi che, in termini soggettivi, può donare pace, da cui la libertà, ma non solitudine perché l’umanità è interconnessa per la sua sopravvivenza.


21 Febbraio  2021 – Anno B
Prima Domenica di Quaresima
1ª Lett. Gen 9,8-15,1-5 - 2ª Lett. 1Pt 3,18-22 - Mc 1,12-15