19 dicembre 2024 ore: 13:48
Società

Libertà e vicende della vita

Il brano del profeta Michea (siamo nell’VIII sec. Avanti Cristo) è celebre perché è nominata Betlemme: gli scrittori del Nuovo Testamento si riferiranno a questo luogo per la nascita di Gesù. Era la città dove era nato David...

Il brano del profeta Michea (siamo nell’VIII sec. Avanti Cristo) è celebre perché è nominata Betlemme: gli scrittori del Nuovo Testamento si riferiranno a questo luogo per la nascita di Gesù. Era la città dove era nato David. Le parole sono altisonanti; invocano grandezza del popolo e pace nella terra di Israele:
«Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!».

Re dei Giudei

Ogni qual volta si invoca il futuro di Israele sono due i termini necessari: un grande condottiero, la benedizione di Dio.
Un’attesa che si intravvede anche nella vita di Gesù. Pilato chiede a Gesù, prima della condanna «sei tu il re dei Giudei?».
Si intersecano le attese umane, con la visione divina del regno. Una confusione che porterà problemi allo stesso Nazareno. Gesù ritornerà spesso per correggere le attese che gli abitanti della Palestina si aspettavano dalla sua missione.

Libertà e vicende della vita

Due indicazioni sono da sottolineare: la normalità della nascita del Signore, il destino della vita di Cristo che termina tragicamente.
Il racconto di Luca, nella sua semplicità, racconta la visita della Madonna alla sua parente Elisabetta. A Luca importa la benedizione e la missione di Maria; proclama Elisabetta: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

La normalità della nascita rientra nel disegno salvifico di Dio.
Una lezione del modo di agire di Dio è chiara: senza proclami, senza eventi straordinari, ma nello svolgere della vita si compie la volontà di Dio.
Una volontà che può imboccare strade tortuose e dolorose.
La Lettera agli Ebrei esprime l’agire di Dio: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: "Ecco, io vengo  poiché di me sta scritto nel rotolo del libro per fare, o Dio, la tua volontà"».
I  brani di oggi pongono il problema della libertà umana con le vicende della vita non sono sempre gestite dalla propria volontà.
Nella religiosità popolare di qualche decennio  trascorso, le nostre nonne, anche di fronte alle tragedie, dichiaravano: «sia fatta la volontà di Dio» Una fede autentica che oggi sembra essere succube della storia.
La soluzione degli eventi che si pone tra volontà e avvenimenti dipende dalla prospettiva con la quale si giudica la storia.
Da una parte l‘affermazione della propria identità, dall’altra le conseguenze fuori dalla portata della propria gestione.
A volte si invocano fortuna, fato, disgrazia, errori, misteri: un insieme inintelligibile delle percorso della propria vita. A questo punto si innesca la fede che non da spiegazioni, ma affida a Dio i misteri ancora nascosti.
Sicuramente, rileggendo gli episodi della propria vita, si incontrano casualità (luoghi, tempi, incontri, occasioni) che non hanno sufficienti spiegazioni logiche. L’affidarsi a Dio offre tranquillità e serenità. Anche se, nel corso della vita, possono capitare momenti gravi di dolore e di prova, solo una fortissima fede nella sapienza di Dio può salvare.
Non si tratta di accettare passivamente la vita; si può dedurre che non tutto il mondo è sotto la gestione personale.

La conclusione del Salmo è una buona preghiera:
«Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,
sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome».

22 Dicembre 2024 – Anno C
IV Domenica di Avvento
(1ª Lett. Mic 5,1-4° - Salmo 79 (80) - 2ª Lett. Eb 10,5-10 – Vangelo: Lc 1,39-45)