30 ottobre 2020 ore: 12:39
Società

La sollecitudine, la benevolenza, la cortesia, la mitezza, la gratuità, la gratitudine...

Questa domenica la liturgia ci accompagna nel ricordo di tutti i santi
Le persone che hanno seguito il messaggio evangelico, lungo la storia, sono moltissime. La Chiesa, nel tempo, ha stabilito una specie di registro dove annotare quanti hanno effettivamente seguito il Signore Gesù, con costanza e con verità. Pur essendo storie uniche le sembianze dei santi si rassomigliano: martiri, missionari, predicatori, religiosi, semplici fedeli. Di tutte le età, in tutti i continenti. Giovani e adulti, madri e padri di famiglia, vescovi, religiosi e operai. Quasi a dire che la via della santità non è esclusa a nessuno.

La guida della spiritualità

La guida della spiritualità cristiana sono le beatitudini. E’ la strada maestra, il riassunto dell’insegnamento di Cristo. Di fronte alle indicazioni che il Vangelo di Matteo e di Luca hanno condensato nelle beatitudini, il dibattito teologico è stato intenso e vario.

Le indicazioni evangeliche sono dirette a tutti, oppure sono riservate a persone speciali, con una particolare grazia concessa da Dio?
Le risposte sono state varie: c’è chi ha detto che non bisogna prenderle alla lettera, ma sono solo come meta alla quale aspirare; c’è chi le ha prese alla lettera e le ha applicate, c’è infine chi dice che le beatitudini non riguardano la vita concreta, ma sono espressione di quel mondo celeste al quale siamo destinati.
La sintesi è stata suggerita nella teologia medioevale che ha distinto i cristiani principianti, i cristiani progrediti, infine i cristiani perfetti. Questi ultimi sarebbero i santi, dichiarati tali dalla pietà popolare e dalla Chiesa.
I principianti sarebbero coloro che guardano alle beatitudini, ma non le seguono perché sono troppo impegnative; i progrediti si sforzano di aderirvi e infine alcuni hanno messo in atto in modo esclusivo, l’esortazione delle beatitudini.

Credo che non si possa stabilire a quale categoria ciascuno cristiano vuole far parte: se attratto dalle beatitudini, se aspirante o addirittura coerente.
I capitoli cinque, sei e sette del Vangelo di Matteo, suggeriscono la via spirituale evangelica. E’ complessa, ma non difficile da comprendere. Il messaggio del Signore si eleva al di sopra dei pensieri, delle emozioni e delle aspirazioni umane. Le collega a una visione superiore: quella di Dio.
I Vangeli parlano di conversione e di “regno di Dio”.
La risposta più adeguata è offerta dal brano della lettera di Giovanni: “Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.”
Il problema vero dunque è l’incontro con Dio e la conseguente conoscenza. La proposta delle beatitudine può essere accolta soltanto entrando nel mondo di Dio per scegliere ciò che è importante..

Il salmo giustamente sottolinea:

“Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. 
 
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.”

L’armonia del creato

A ben riflettere le beatitudini esaltano la dimensione “superiore” da seguire nella vita. L’essere umili, miti, consolatori, giusti, misericordiosi, sinceri, pacifici, fedeli sono virtù umane, oltre che cristiane.
Seguire questa prospettiva, nulla toglie all’umanità e alla realizzazione di sé. Aggiunge invece qualcosa, nella lotta tra gli istinti primordiali della sopravvivenza e del potere, per potenziare – cosa che spesso si dimentica – la cultura tollerante e invasiva.
Lo sviluppo del rispetto della persona, il riconoscimento dei diritti civili hanno la base nella concezione di parità e di rispetto per sé e per gli altri, caratteristica del cristianesimo.
Nella legge aurea del Vangelo ama Dio e ama il prossimo è riassunta la dinamica e l’equilibrio della vita personale e collettiva.
In fondo le beatitudini offrono uno spaccato dell’armonia che potrebbe gestire la vita del singolo, della famiglia, dei popoli.
Le virtù correnti, che sembrano estranee alle beatitudini, in realtà sono la loro esplicitazione. La sollecitudine, la benevolenza, la cortesia, la mitezza, la gratuità, la gratitudine, il perdono, la testimonianza sono atteggiamenti che nobilitano e non impoveriscono.
Verso queste virtù tutti possono essere orientati: per questo motivo le beatitudini sono rivolte a ognuno, senza distinzione, anche se la loro accoglienza è misurata dalle storie personali, alcune delle quali sono impedite a poter seguire le indicazioni evangeliche, altre sono ostili o contrarie.
Si può dire che la democrazia, che sembra un concetto laico, ha le sue radici nella religiosità che rispetta ognuno, concedendo tolleranza e libertà.
Atteggiamenti che si espandono alla dimensione universale: non solo rivolta alle persone, ma alle cose, agli animali, all’ambiente, all’universo.
Le beatitudini possono essere rivalutate, mantenendole compre proposta orientata all’armonia del mondo, nella prospettiva della vita presente, con lo sguardo rivolto alla beatitudine eterna.

1° Novembre 2020 - ANNO A
Festa di tutti i Santi
(1 lett. Ap 7,2-4.9-14 - 2 lett. 1Gv 3,1-3 - Vangelo Mt 5,1-12a)