Quale sapienza
Vinicio Albanesi
In clima natalizio la liturgia è attenta alla sostanza del messaggio della nascita del Signore. L’attenzione è rivolta alla Sapienza. Per gli Ebrei la sapienza di Dio era impressa nella parole dei grandi condottieri e nei profeti. Nel tempo le loro parole saranno impresse nel Libro sacro della Bibbia.
La fede si confrontava con le parole bibliche, ritenute guida sicura.
Dal Libro nasce la Sapienza colmando le grandi domande della creazione, del volto di Dio e della presenza che egli assicurerà al suo popolo.
Un confronto costante che sarà interpretato dai rabbini e dagli scribi. Un lavorìo lento per superare la distanza tra la scrittura delle parole “di Dio” e la realtà che nel tempo evolve, costringendo a misurarsi con problemi vecchie nuovi. In continuazione questa parola viene interrogata perché è fonte di ispirazione e di guida per ogni latitudine e per ogni tempo.
I riferimenti che ancora oggi interpellano l’umanità e soprattutto i cristiani che si rifanno ad essi.
In questa reinterpretazione occorre saper distinguere la narrazione umana dal messaggio religioso comunicato.
Oggi è ancora più difficile stabilire i confini dei riferimenti autentici del messaggio di Cristo dalle circostanze umane che cambiano.
Quale sapienza
Da qui la domanda che non è affatto gratuita. Le culture sono circoscritte ai luoghi e ai tempi. La fatica è ancora più difficile a fronte di cambiamenti di stili di vita che derivano da pensieri, sintesi nuove e inesplorate.
Sostanzialmente e non da oggi la religiosità è ridotta alla sfera privata, come se la vita nella realtà mostrasse il volto pubblico e quello privato. La vita dei singoli è unica: frutto di tempo, di educazione, di istruzione, di amici e della capacità di porsi domande.
Se nei dei decenni trascorsi la fiducia nelle autorità civili e religiose era scontata. Oggi, con il personalismo, la comunicazione diffusa, la libertà di pensiero e di parola rimandano al singolo soggetto per le sintesi delle le grandi domande della vita.
E’ logico porsi il quesito a quale Sapienza si fa riferimento. Le risposte possibilità sono tre. C’è chi non si pone nessuna domanda; vive il giorno che viene e si regola secondo il clima della vita che scorre. Forse diventati adulti si presenterà la necessità di chiedersi a quale Sapienza si è dato retta. Allora sarà tardi: non si potrà tornare indietro nella vita.
La seconda risposta può orientarsi a quanto si è già appreso: da piccoli e nel seguire delle età. Ci sono persone ferme alle convinzioni maturate e ad esse si appellano anche di fronte a nuove problematiche. Così era, così è.
Infine esistono vie di “ricerca”: è la strada più difficile. Senza dimenticare le certezze, la fede deve misurarsi con vicende sconosciute.
E’ giusta la guerra? L’eutanasia si può desiderare? La ricchezza ha un limite? La patria è da salvaguardare come prima necessità? La convivenza prima del matrimonio è augurabile?
Ciascuno cercherà nella sua coscienza la sintesi migliore per offrire soluzioni soddisfacenti. E’ una strada difficile, ma responsabile. La ricerca è ricca di dubbi, di incertezze e, soprattutto di sintesi non definitive.
La parola
In queste condizioni è indispensabile affidarsi alla parola. Della scienza, della cultura, della fede. L’incarnazione è stata tradotta dal Vangelo di Giovanni come "parola" (Verbum). Una parola vivente, creatrice, comprensibile, rassicurante.
Da qui il riferimento a quanto il Maestro di Nazaret ha lasciato detto. Non conosciamo esattamente ciò che ha detto: la testimonianza dei discepoli e della fede dei primi credenti danno sicurezza. Una parola viva e vissuta. Cristo non è stato solo Maestro, ma anche profeta, taumaturgo: Figlio di Dio e lui stesso Dio.
Ancorarsi alle sue vicende indica la via da seguire, coscienti che il suo messaggio è umano e divino; propositivo e tollerante.
Una sicurezza che permette di vivere in libertà, rispettando se stessi e quanti ci circondano. Una religiosità aperta, solare, mai selezionatrice.
Sono consolanti le parole del Salmo:
«Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce».
5 Gennaio 2025
II Domenica dopo Natale
1ª Lett. Sir 24,1-4.12-16 – Salmo 147 - 2ª Lett. Ef 1,3-6.15-18 – Vangelo Gv 1,1-5.9-14)