30 gennaio 2020 ore: 16:54
Società

Tutte le forme di civiltà umane sono un inno alla grandiosità della vita

La Festa di oggi è conosciuta come la Candelora. Questo titolo deriva dalle processioni che iniziarono a celebrarsi verso il IV secolo nella Chiesa, quando, stabilita la data della nascita di Gesù il 25 di Dicembre, fu introdotta la festa dei quaranta giorni da quella data, con la presentazione di Gesù al tempio

All’inizio era concepita su imitazione della Quaresima, preceduta da un periodo penitenziale. Con il tempo rimase la processione delle candele, avendo visto nel cero pasquale il simbolo di Cristo risorto. Si aggiunsero anche i riferimenti alla Madonna, con i riti della purificazione.
I brani offerti dalla Liturgia sono di diverso tenore. Nel Libro di Malachia si esalta la figura del futuro Messia come colui che porterà giustizia.

«Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.
Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia.
Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani».

E’ l’impostazione di un Messia che riporterà giustizia e benessere in Israele.
Il Salmo esalta invece la figura del re trionfante:
«Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia. 
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.»

Il brano della Lettera agli Ebrei, da una parte sottolinea la natura umana di Cristo, dall’altra offre il significato della sua venuta. «Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.
Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova»

Il Vangelo di Luca racconta invece la presentazione di Gesù al tempio.

«Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato.

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

Gesù fanciullo

Le scritture descrivono con ansia le attese del popolo di Israele. Immaginano un futuro Messia che riporti la giustizia, che regni con moderazione, che sia veramente la “luce” delle genti.
Un’attesa sentita e voluta, attribuita al volere di Dio. Simeone e Anna fanno la sintesi di quanto si aspettano.
Il Vangelo di Luca riporta a umanità la presentazione di un fanciullo al tempio. Termina con le parole: «Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.»

E’ l’auguro più bello che si può rivolgere a ogni creatura che nasce. La crescita è il primo impegno di ogni genitore. Accudire un neonato, accompagnarlo, intervenire perché abbia salute, provvedere a tutte le necessità della sua vita fisica. Ma non solo: la sapienza sono i valori che i genitori trasmettono ai propri figli, insieme a tutta la famiglia, nella grazia di Dio che è concessa a quanti credono in lui.

La venuta di Cristo è stata eccezionale per la sua storia, unica e irripetibile, ma è trasmessa a quanti credono in lui. Essere profeti, guide e salvatori è una missione che è affidata ad ogni creatura umana. Se fossimo coscienti di tutto questo la crescita e l’educazione dei nostri figli e nipoti supererebbe le risposte alle sole esigenze fisiche, ma sarebbe rivolta alle grandi missioni che ogni vita riserva perché abbia senso.

Ogni bimbo e bimba è grazia di Dio: come dono, come prospettiva, come realizzazione della creazione operata da Dio a beneficio dell’umanità. La distanza tra Cristo e ogni creatura è meno immensa di quanto si crede, perché Gesù, immergendosi nell’umanità, ha santificato ogni forma di vita.
Spetta agli adulti avere coscienza della grandezza del creato: preservandolo, curandolo, ampliandolo. Tutte le forme di civiltà umane, caritatevoli, artistiche, scientifiche sono un inno alla grandiosità della vita.


2 Febbraio 2020 – Anno A
PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO
(1ª lett.: Ml 3,1-4 - 2ª lett.: 1 Eb 2,14-18  - Vangelo: Lc 2,22-40)