27 marzo 2024 ore: 13:56
Società

Un prodigioso duello

La festa di Pasqua è la più grande festa della cristianità. Se il Natale di Gesù è comprensibile perché la nascita di una creatura è esperienza comune, la risurrezione non è da noi sperimentata...

La festa di Pasqua è la più grande festa della cristianità. Se il Natale di Gesù è comprensibile perché la nascita di una creatura è esperienza comune, la risurrezione non è da noi sperimentata.
Dalla prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, San Luca riassume il nucleo della fede cristiana:
«E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti».
La testimonianza dei discepoli attraverserà i secoli e ancora oggi, serbiamo gelosamente quanto è stato tramandato.
La risurrezione invoca la presenza del Signore nella vita quotidiana. Il contatto tra le creature e Dio è perenne: il riferimento agli insegnamenti di Gesù è guida alla vita dei credenti in lui. Offre alla dimensione umana della vita quotidiana una prospettiva che va oltre il tempo e lo spazio.
I dubbi che si accumulano su che cosa avverrà di noi dopo la morte rimangono un mistero, che oltrepassa la condizione temporale.
Quella dimensione che sperimentiamo già nella vita: è chiamata anima, spirito, trascendente. Una caratteristica comune alle creature umane.
La scienza tenta di interpretare quella dimensione: raccontare il desiderio di immortalità, di eternità che ogni essere intelligente sperimenta non arriva a giustificare il desiderio di oltrepassare la fisicità della vita.
Nella letteratura cristiana è stato descritto questo desiderio, ma non spiegato. L’appello a un’entità che supera la corporeità richiede la presenza di Dio: colui che ha dotato l’umanità di intelligenza e di volontà.

Bene e male

Un grande mistero che fa degli uomini coloro che scelgono tra bene e male; tra costruzione e distruzione della vita propria e del mondo.
I sentimenti positivi e negativi si tramutano in scelte che accostano o allontanano dai modelli necessari per una amichevole convivenza.
La risurrezione del Signore è garanzia del bene compiuto. Dopo la morte rimarrà il ricordo del bene fatto. Per questo motivo si può parlare non solo di ricordi, ma anche di immortalità. Di generazione in generazione quanto è stato operato a vantaggio degli uni e degli altri rimarrà nel deposito della civiltà. I progressi della scienza, dei diritti, della pace, del progresso oltrepassano il tempo e rimangono nelle coscienze di chi è arrivato dopo.

La sequenza che nel giorno di Pasqua si legge è un inno al bene e alla certezza della fede:

« Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi».

Le cose di lassù

In termini più riflessivi è quanto suggerisce San Paolo nella Lettera ai Colossesi:
« Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi, infatti, siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria».

Il riferimento al nascondimento può essere un pertugio di spiegazione che illumina il mistero del rapporto tra Dio e le creature, tra la vita terrena e un’altra vita.
Una consolazione che rafforza il desiderio di bene: per i santi senza limiti. Per i cristiani un percorso di scelte che guida verso il giusto.

31 Marzo 2024 – Anno B
Pasqua di Risurrezione
(1ª lett.: At 10,34a.37-43 – Salmo 117 (118) - 2ª lett.: Col 3,1-4 – Vangelo: Gv 20,1-9)