Barriera al Brennero, Alfano: "L'Austria vìola le regole, non lo accettiamo"
ROMA - "Noi abbiamo oggi un trend di arrivi intorno al 20% in piu' rispetto agli anni precedenti". Lo ha detto il ministro degli Interni Angelino Alfano, intervistato da Maria Latella su SkyTg24. Ma, ha aggiunto, "siamo in una situazione che non ci vede come l'emergenza d'Europa. Oggi con onesta' bisogna dire che in Grecia la situazione e' peggiore e la Germania l'anno scorso ha accolto piu' di un milione di profughi". E comunque, ribadisce Alfano, "noi siamo una grande democrazia, abbiamo una fatica da sobbarcarci alla quale non possiamo venire meno senno' li dovremo fare morire in mare. E i meccanismi sono quelli del ricollocamento per i profughi e delle espulsioni per gli irregolari. Quelli che fanno la rotta balcanica proveniendo dalla Siria sono in linea di massima profughi, quelli della rotta mediterranea stanno diventando in prevalenza irregolari".
Sull'ipotesi della barriera ai migranti sul confine del Brennero, Alfano dichiara: "L'Austria viola le regole e noi non accettiamo un'impostazione di questo genere". E spiega che si tratta di una incomprensibile rigidita': "Non c'e' motivo perche' sono di piu' quelli che vengono dall'Austria verso l'Italia che viceversa. Noi, peraltro, glieli abbiamo restituiti". Il problema, secondo Alfano e' che gli austriaci "prevedono che ci saranno molti piu' nuovi ingressi dall'Italia e non tengono conto che ormai la registrazione e' al 100% perche' per le procedure di ricollocamento e' interesse nostro che i migranti stiano in un circuito legale". Inoltre, conclude Alfano sull'Austria, "i confini bloccati sul Brennero creerebbero danni enormi al turismo sia a noi che a loro".
"I Paesi che ricevono soldi devono lavorare in principio di reciprocita' e collaborare". In generale, spiega Alfano, "nella cooperazione con l'Africa deve valere il principio 'io ti aiuto tu mi aiuti'. E quello che vale nel rapporto Ue-Turchia deve valere nel rapporto Ue-altri paesi dell'Africa, tipo la Libia". Il ministro Alfano, che incontrera' il suo omologo libico, si aspetta dalla Libia "due lavori, uno bloccare la frontiera al nord, l'altro bloccare quella al sud dove entrano tutti quelli che partono dal corno d'Africa per arrivare in Europa. Noi- sottolinea- siamo disponibili a dare tutta la collaborazione di polizia. Possiamo fare quello che loro ci chiedono e hanno necessita' di ricevere perche' insieme, noi e la Libia dobbiamo rimediare a un errore fatto che non e' stato quello di abbattere il regime ma di non pensare al secondo e al terzo passo. E il conto lo paghiano noi e la Libia". In generale poi, "bisogna lavorare dal punto di vista della comunita' internazionale per fermare le guerre che inducono alla fuga". (DIRE)