1 marzo 2016 ore: 14:25
Immigrazione

Calais, "lo sgombero non è la soluzione". In 2 mesi oltre 131 mila migranti in Ue

Amnesty: non si passi coi bulldozer sui diritti dei rifugiati. Naga: grottesco spettacolo di incapacità politica. Unicef: nessuno tocchi bambini innocenti. I dati dell'Unhcr: sono oltre 131 mila i migranti arrivati tra gennaio e febbraio (di cui 122.637 in Grecia)
Migranti a Calais

Roma - Dopo l'autorizzazione del tribunale amministrativo allo sgombero della settimana precedente, è iniziata la demolizione di una parte della "Giungla", il campo informale dei migranti e dei rifugiati a Calais. Tra scene di violenza, ieri circa 200 residenti sono stati sgomberati. Nel pomeriggio, le operazioni sono state interrotte. Ulteriori sgomberi sono previsti nelle prossime settimane, fino a quando il campo non sara' stato completamente demolito. Un'operazione che ha suscitato lo sdegno delle associazioni: Amnesty International, Naga e Unicef.  

L'Unhcr intanto fa sapere che sono 131.724 i migranti che hanno intrapreso il viaggio tra gennaio e febbraio (di cui 122.637 sono arrivate in Grecia). Il numero si avvicina al totale di arrivi nei primi sei mesi del 2015 (147.209). Fino ad ora quest’anno, 410 persone hanno perso la vita. Save the Children ricorda che più di 7 mila persone, compresi almeno 2.500 bambini, sono attualmente bloccati nel campo di transito di Idomeni in Grecia, al confine con la Macedonia. Famiglie con neonati di poche settimane sono bloccate da giorni al confine greco-macedone. 

"Le autorita' francesi devono garantire che non passeranno col bulldozer anche sui diritti dei migranti e dei rifugiati, molti dei quali con ogni probabilita' sono in condizioni di estrema vulnerabilita'", cosi' John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International"La situazione a Calais non e' evidentemente sostenibile, ma gli sgomberi non rappresentano alcuna soluzione a una crisi cui le autorita' francesi e britanniche hanno voltato le spalle per anni. Occorre esaminare la situazione in chiave complessiva: non solo dai singoli aspetti del controllo delle frontiere, dell'alloggio e dell'igiene. A Calais - ha proseguito Dalhuisen - ogni persona ha necessita' e diritti che devono essere protetti".

- Per il direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty, "le autorita' francesi devono assicurare che le persone di cui e' previsto lo sgombero siano consultate in modo reale e che siano considerate tutte le opzioni a loro disposizione, tra cui facilitare l'accesso alla procedura d'asilo in Francia e fornire visti per il Regno Unito per i ricongiungimenti familiari o per altri buoni motivi che giustifichino l'ammissione. Sebbene vi sia il canale della Manica di mezzo, non e' una questione di cui il governo di Londra si puo' lavare le mani".

Questo il commento del Naga: "A Calais, in Macedonia e in altre zone 'sensibili' d'Europa va in scena un grottesco spettacolo di cinismo e incapacità politica che accomuna gli Stati e quel pallido residuo di sovranità sovranazionale chiamato Unione Europea.Sgomberi e muri sono misure tanto illusorie quanto infami per nascondere quello che non si può nascondere: fiumi di donne, uomini e bambini in fuga la cui forza d'urto sta cambiando la storia d'Europa. Sgomberi e muri intasano lo spazio di corpi e destini in caduta libera - e qui sta l'irresponsabile incapacità politica - ma servono anche a garantire - e qui sta il cinismo - un bacino di consensi a cui attingono tutti i soggetti politici al potere e molti di quelli che vi aspirano per soddisfare l'agenda politica corrente: interminabili politiche di austerità; imbarbarimento del mercato del lavoro; ancora più sicurezza; controlli e polizia; razzismo e intolleranze quotidiane; guerra al terrorismo. Di due cose siamo sicuri in questo vortice di incertezze: che i desideri e la determinazione che animano quel fiume non si fermeranno e che l'accoglienza è l'unico linguaggio politico che conosciamo. Benevenuti. Noi li aiutiamo a casa nostra". 

"I fatti di queste ore mostrano bambini migranti disperati dal nord a sud dell'Europa, da Calais a Idomeni", dichiara Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. "Sono la rappresentazione finale di un fenomeno che ha le sue radici nella fuga da conflitti che la comunità internazionale non è riuscita a risolvere, che sono cresciuti in intensità e violenza nel corso degli anni, che noi come Unicef abbiamo sempre denunciato e su cui l'Europa ha dimostrato grande fragilità. "E'' tardi per fare recriminazioni, i bambini non posso vivere gli incubi di queste ore. Tutti, ripeto tutti, gli Stati protagonisti della chiusura dei confini o che hanno eretto 'muri antistorici' hanno ratificato la Convenzione sui Diritti dell''Infanzia e dell''Adolescenza, le immagini e gli episodi di questi giorni e dei mesi passati sono la prova inconfutabile di una sua grave violazione, e'' inaccettabile. Nessuno deve toccare questi bambini innocenti, non meritano di aggiungere ai propri traumi da fuga altre e indelebili ferite, l''Italia ponga la questione in tutte le sedi e i luoghi opportuni ed i Paesi che hanno violato il trattato se ne assumano la responsabilità prosegue "Cio'' che sta accadendo e'' intollerabile, lo scenario cui stiamo assistendo ha le forme e le caratteristiche di qualcosa che l''Europa e il mondo ha gia'' vissuto nella Seconda Guerra Mondiale, non possiamo accettarlo, non puo'' accadere in Europa o come ha giustamente dichiarato il Ministro Gentiloni, sara'' il baratro", conclude Iacomini. (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale