Case agli stranieri, agenzie di mediazione contro le discriminazioni
boxROMA - “AAA Ampio appartamento affittasi. No perditempo e no stranieri”. Nel mare magnum degli avvisi di offerta casa non è raro incappare in annunci come questo. Non bastano le garanzie di un lavoro né le referenze, molto spesso la reticenza dei proprietari di casa di affittare allo straniero è impossibile da superare. E così in vari città stanno nascendo vere e proprie agenzie di mediazione abitativa, una sorta di agenzie immobiliari che fanno da tramite e da garante tra proprietari e affittuari stranieri. E' questo l’obiettivo anche del progetto Amar (Agenzia di mediazione abitativa di Roma) che ha aperto nei suoi due sportelli presenti nei municipi 2 e 7 della capitale, un servizio di mediazione sociale e accompagnamento alla ricerca della casa per i cittadini di Paesi terzi. Il progetto, cofinanziato dalla Commissione europea e dal ministero dell’Interno nell’ambito del Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi, è gestito da Programma integra in partnership con il Dipartimento politiche sociali, sussidiarietà e salute di Roma Capitale, e le associazioni Oasi e Spirit Romanesc.
“Il progetto parte dall'analisi di quello che ormai tutti evidenziano come un problema che riguarda anche Roma: la discriminazione su base etnico-razziale per l'assegnazione delle case agli stranieri -spiega la responsabile del progetto Nicoletta Basili – siamo partiti a settembre e per ora stiamo seguendo 15 persone ma l'obiettivo è arrivare a dare aiuto a 300 immigrati. Il progetto di mediazione è rivolto principalmente a persone che hanno già un certo livello di integrazione -aggiunge -le aiutiamo a reinserirsi se hanno difficoltà di questo genere. Facciamo da mediatori ma anche un po' da garanti per superare la diffidenza dei proprietari”.
I servizi offerti nei due sportelli attivi a Roma non riguardano solo il sostegno e l'accompagnamento alla ricerca dell’alloggio, ma anche la consulenza per le pratiche amministrative e contrattuali; l'orientamento ai servizi del territorio; la consulenza sul microcredito per necessità familiari (caparra, ristrutturazioni, arredi) e i corsi su comunicazione interculturale, regolamenti condominiali, gestione del bilancio familiare. Da gennaio 2014 sono, inoltre, previsti corsi di formazione rivolti agli amministratori di condominio sui temi della mediazione sociale in ambito condominiale, il portierato sociale, la comunicazione interculturale, la gestione dei conflitti, la discriminazione razziale.
Il problema della discriminazione abitativa, che coinvolge i cittadini stranieri di molte città italiane, è stato al centro anche di un focus nell'ultimo dossier Immigrazione 2013. Secondo l'Unar (l'Ufficio anti discriminazione razziale) per gli stranieri “la via dell'affitto è tutt'altro che semplice. Continua ad essere caratterizzata da alti costi, irregolarità contrattuali, difficoltà di reperimento degli alloggi e da pregiudizi degli intermediari e dei proprietari con cui si tratta. Uno dei principali svantaggi -spiega il rapporto – è costituito dalla diffidenza di molti proprietari ad affittare a immigrati. Una forma diffusa di discriminazione”. (ec)