10 maggio 2019 ore: 11:10
Disabilità

Disabilità. "Oltre la meta", quando il rugby è per tutti e con tutti

L’11 e 12 maggio al campo del Fano Rugby si troveranno di fronte due realtà che da anni permettono a ragazzi con disabilità di praticare sport senza alcun tipo di limitazione o barriere. Da una parte gli Atipici Rugby Bari che da anni avvicinano utenti psichiatrici alla palla ovale, dall’altra i Romanesi Wheelchair rugby, ragazzi tetra/paraplegici che praticano il rugby su carrozzina
Oltre la meta. Il Rugby come strumento di inclusione
Oltre la meta. Il Rugby come strumento di inclusione

FANO - A Fano l'11 e 12 maggio prenderà vita la prima edizione di "Oltre la meta", un evento per parlare (e giocare) di rugby e disabilità. Ospiti d'eccezione al campo del Fano Rugby due realtà che da anni permettono a ragazzi con disabilità di praticare sport senza alcun tipo di limitazione o barriere: gli Atipici Rugby Bari che da anni avvicinano utenti psichiatrici alla palla ovale, e i Romanesi Wheelchair rugby, ragazzi tetra/paraplegici che praticano il rugby su carrozzina. Il progetto che sta alla base della due giorni fanese è il Mixed Ability, uno strumento che favorisce l’inclusione sociale attraverso la compresenza e l’integrazione di giocatori con differenti abilità, volontari, allenatori e insegnanti su cui gli attori di questo progetto/evento si sono perfezionati negli ultimi mesi.

“Fano ancora una volta si dimostra una città pronta a nuove esperienze e ad aprirsi sempre di più verso l’integrazione – spiegano gli assessori comunali Marina Bargnesi e Caterina Del Bianco -. E’ importante dare a persone con fragilità la possibilità di vivere momenti di svago”. In campo insieme alle due squadre ospiti scenderanno anche i giocatori del Fano Rugby, società che insieme all’Urbino Rugby e alle onlus Libera.mente e Omphalos organizza l’evento: “Già da tempo – ha spiegato il presidente della società fanese, Giorgio Brunacci – stiamo pensando ad una squadra ‘mista’ o composta da soli soggetti con disabilità. Quest’evento, reso possibile grazie ai contatti del nostro atleta Mathias Canapini, vuol essere un punto di partenza per dimostrare a tutti che lo sport può e deve unire. La particolarità del rugby integrato che lo differenzia da altre discipline, è che per disabilità o fragilità non si intende solo una problematica congenita ma anche difficoltà psichiche o fisiche derivanti da depressioni o traumi”. Una buona occasione quindi per far avvicinare le famiglie che intendono far approcciare i propri figli ad una disciplina non è solo ricerca del risultato ma anche perseguimento di altri valori.

 

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