12 settembre 2011 ore: 16:44
Non profit

Last Minute Market: in tre anni triplicati i prodotti recuperati e donati alle associazioni

Il bilancio di Bologna e Ravenna: oltre 176 mila kg di alimentari (88 mila pasti), quasi 43 mila pasti completi, 31 mila euro di farmaci e parafarmaci per un totale di oltre 814 mila euro di prodotti recuperati
Economia etica: Last minute market - Bilancia con alimenti

Economia etica: Last minute market - Bilancia con alimenti

BOLOGNA – Più che triplicata in tre anni la quantità di prodotti recuperati e donati alle onlus grazie al progetto Last Minute Market. Nel 2010 sono stati recuperati 176.590 kg di alimentari (pari a circa 88 mila pasti), 42.790 pasti completi, 31.480 euro di farmaci e parafarmaci, 45.400 libri per un valore economico totale dei prodotti recuperati pari a 814.905 euro. Il progetto coinvolge 27 amministrazioni comunali, 2 province, oltre 60 aziende (sul territorio di Bologna e Ravenna) che raccolgono prodotti alimentari, libri, farmaci e altro a favore di quasi 40 onlus che assistono ogni giorno le fasce più svantaggiate della popolazione. Dal 2008 le attività di LMM si sono moltiplicate anche grazie al contributo della Fondazione del Monte e all’Opera Padre Marella che ha promosso l’iniziativa sul territorio, impegnandosi per diffondere il modello nelle due province e per coinvolgere altri enti beneficiari e donatori. “I dati sono importanti ma il risultato più interessante è da leggere in termini di relazioni – spiega Andrea Segrè, fondatore di LMM e preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna – Grazie al nostro progetto si attiva una relazione tra le persone, in cui le persone sono più importanti dei beni”.

Nel 2007 a Bologna e provincia erano attivi solo i recuperi da un ipermercato di Bologna (circa 40 mila kg pari a circa 120 mila euro di cibo altrimenti destinati a essere sprecati), 2 supermercati di Crevalcore e San Giovanni in Persiceto (30 tonnellate di prodotti alimentari), 1 farmacia a Crevalcore (circa 600 euro) e 5 aziende agricole (in cui per 3 mesi si era sperimentato il LMM Harvest (recuperati 18.900 kg di ortofrutta, corrispondenti a circa 10.700 euro). Le associazioni coinvolte come beneficiarie delle donazioni non erano più di 10. Tra il 2010 e il 2011 la media annuale dei recuperi del solo ipermercato è stata di 52.800 kg all’anno (corrispondenti a 26.400 pasti) per un valore economico corrispondente di circa 184.800 euro con un incremento del 50% rispetto al primo anno. “Dopo il bisogno primario, ovvero il cibo, LMM ha attivato anche il recupero dei farmaci per aiutare a risolvere il problema della salute” spiega Segré. E oggi il LMM Pharmacy coinvolge 10 farmacie del territorio e permette il recupero di circa 31.480 euro di prodotti all’anno, 50 volte di più rispetto alle prime sperimentazioni. “LMM è un gioco a somma positiva – continua Segrè – che contribuisce a far diminuire i rifiuti e l’inquinamento e permette a chi riceve i prodotti senza doverli acquistare di reinvestire le proprie risorse in altri servizi”.

Da oltre 10 anni Lmm porta avanti azioni concrete di prevenzione dei rifiuti, estensione del ciclo commerciale, ancora idonee al consumo. I beni rimasti invenduti (alimentari, agricoli, farmaceutici, editoriale e non alimentari in genere) ma ancora utilizzabili vengono recuperati a favore delle fasce più deboli della popolazione attraverso le associazioni caritative. In questo modo si creano sul territorio benefici di vario tipo: sociali (per una migliore assistenza delle persone in difficoltà), ambientali (diminuisce la quantità di rifiuti in discarica), economici (si risparmia il costo dello smaltimento per le imprese e aumentano le risorse da reinvestire per gli enti beneficiari), relazionali (i beni donati creano una rete sul territorio tra imprese, istituzioni e terzo settore), educativi (si sensibilizza l’opinione pubblica riguardo le problematiche legato allo spreco e a un consumo consapevole). Oltre a recuperare i rifiuti bisognerebbe agire a monte per ridurne la produzione. “Bisogna parlarne per far capire ai consumatori che hanno potere di acquisto che c’è un’alternativa, che sprechiamo perché compriamo molto – conclude Segré – e che invece si può cambiare stile di vita verso la società sufficiente che non eccede e non accumula”.Il bilancio del triennio 2008-2011 del progetto Last Minut Market sarà presentato martedì 13 settembre (15-17) in un convegno nella sede della Fondazione del Monte (Oratorio di San Filippo Neri – via Manzoni 5 a Bologna). (lp)
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