15 aprile 2014 ore: 14:10
Immigrazione

Rifugiati, Asgi: “Portare i posti Sprar almeno a 27.500”

L’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione in un documento stila le raccomandazioni all’Italia per gestire l’accoglienza con misure immediate e sul lungo periodo, dalla chiusura del piano straordinario delle prefetture alla riforma del sistema d'asilo
Riccardo Venturi/contrasto Campo profughi, rifugiati, tra Libia e Tunisia

ROMA – Chiudere rapidamente il piano straordinario di accoglienza dei profughi in carico alle prefetture e finanziare subito i posti aggiuntivi nell’ambito dello Sprar. Sono due delle raccomandazioni dell’Asgi, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, contenute nel documento dal titolo “Parlamento, governo e Ue potenzino subito il sistema italiano per il diritto d’asilo”.

“Di fronte al ripetersi di sbarchi, concentrati sulle coste siciliane e di fronte all’abuso del termine ‘emergenza’ da parte dei mezzi di comunicazione e delle autorità politiche”, l'Asgi analizza la situazione e stila una serie di richieste. Secondo l’Asgi, “considerato che, anche realizzando il previsto allargamento dello Sprar non risulta possibile rispondere alle necessità di accoglienza conseguenti al crescente numero di domande di asilo, va emanato da parte del ministero dell'Interno un decreto per il finanziamento di ulteriori progetti di accoglienza presentati dagli enti locali nell'ambito dello Sprar (compresi i progetti di accoglienza rivolti ai minori non accompagnati richiedenti asilo) portando la capacità dello Sprar ad un numero complessivo di posti non inferiore alla media annua delle domande di asilo presentate in Italia negli ultimi tre anni (27.500),  compreso un ulteriore numero di posti specializzati per l’accoglienza di minori non accompagnati, che devono essere integrati con un ulteriore numero di posti che consenta ai titolari di protezione internazionale o umanitaria di godere di un periodo di accoglienza successivo al riconoscimento giuridico della protezione, evitando così il gravissimo e diffuso fenomeno dell’abbandono dei titolari di protezione subito dopo il riconoscimento. Per tutte e tre le tipologie il ministero dovrebbe immediatamente provvedere all’accoglimento delle domande di finanziamento già idonee e provvedere a pubblicare nuovi bandi. 

Per programmare questi interventi occorrono ulteriori riunioni del Tavolo di coordinamento per elaborare il Piano nazionale degli interventi in favore dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale. Oltre alla prevista partecipazione di regioni ed enti locali ai lavori del Tavolo vanno chiamate a partecipare anche le principali associazioni ed enti di tutela dei richiedenti asilo e del rifugiati, da troppo tempo totalmente escluse da adeguate forme di consultazione e partecipazione.

Un’altra raccomandazione riguarda le commissioni territoriali: “Il loro numero va incrementato con l'apertura di ulteriori 10 sezioni in modo da rispondere all'esigenza di esaminare con celerità le domande di asilo presentate”.

E’ poi indispensabile che “il ministero dell’Interno impartisca subito direttive precise a tutte le autorità di polizia incaricate di identificare i migranti e di raccogliere e verbalizzare le domande di asilo per vietare provvedimenti di respingimento nei confronti di stranieri che in qualsiasi modo manifestino la volontà di presentare domanda di asilo, inclusi quelli salvati e sbarcati dalle unità della Marina militare nell’ambito dell’operazione Mare nostrum, e che si disponga l’annullamento d’ufficio dei provvedimenti di respingimento finora adottati dai Questori nei confronti di richiedenti asilo”. 

E ancora, “si ricordi l'obbligo per tutti gli operatori di polizia di evitare ogni presunzione, anche ‘di Gruppo’, circa l’età (nel prevalente interesse superiore del minore) e la condizione o la provenienza del migrante e di informare i migranti, anche con l’ausilio di interpreti, sia durante le operazioni di identificazione, anche a bordo delle navi militari che li soccorrono nel mare, sia dopo il loro sbarco sulla terraferma circa il loro diritto di presentare subito domanda di asilo e sui loro conseguenti diritti e doveri, di segnalare se eventuali suoi familiari abbiano presentato domande di asilo in altri Stati dell’Ue in cui vogliano essere inviati e di consentire la presentazione della domanda di asilo prima che siano adottati eventuali provvedimenti di respingimento o di espulsione per l’ingresso o il soggiorno irregolari.  

Oltre a questi provvedimenti immediati, l’Asgi ritiene che l’Italia dovrebbe, in un’ottica di lungo periodo, riformare tutto il suo sistema d’asilo. “Il sistema italiano in materia di asilo è giunto a livelli di così grave e profondo malfunzionamento complessivo che, ferme restando le misure urgenti, è inderogabile e urgente procedere a una riforma legislativa del sistema nazionale per il diritto di asilo, sia per ciò che attiene gli organi e le procedure di esame delle domande di asilo (riformando e rendendo più indipendente, preparata ed efficiente la composizione delle Commissioni e ampliandone il loro numero anche per velocizzare le procedure), sia per ciò che attiene il sistema di accoglienza con la progressiva chiusura dei Cara e l’ampliamento ed il consolidamento di un unico sistema di accoglienza che valorizzi i numerosi aspetti positivi dell'attuale sistema Sprar, superandone, però, gli intrinseci limiti strutturali (in primis la disomogeneità dei programmi di accoglienza basati su una mera adesione volontaria degli enti locali) e con una realistica programmazione generale pluriennale tra Stato-regioni ed enti locali”.  

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