25 luglio 2016 ore: 14:01
Disabilità

Disturbo bipolare, 6 anni per diagnosticarlo: un metodo e un corso per ridurre i tempi

Denuncia dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, su un disturbo che riguarda l’1% della popolazione e ha pesanti costi assistenziali per la famiglia. “Il metodo psicoeducativo aiuta terapia: ricadute e ricoveri diminuiscono del 60%”

ROMA - Possono trascorrere anche 6 anni, prima che disturbo bipolare sia diagnosticato e riconosciuto: troppi, secondo l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, che per provare ad abbreviare i tempi, ha recentemente promosso per il settimo anno un corso di addestramento su “L’intervento psicoeducativo per pazienti con disturbo bipolare e loro familiari”. Perché “il disturbo bipolare è un terreno da tempo esplorato sia dal punto di vista della ricerca che dell’assistenza”, osserva l’Istituto, riferendosi al disturbo che “affligge circa l’1% della popolazione generale, ha pesanti costi assistenziali e comporta significativi carichi di assistenza ‘informale’ per i familiari del paziente”.

I ritardi diagnostici sono stati recentemente evidenziati da uno studio svolto dallo staff del Fatebenefratelli guidato da Giovanni de Girolamo e da due psichiatri australiani: oggetto dell’indagine, l’intervallo temporale che trascorre tra l’insorgenza dei primi sintomi di malessere e la formulazione di una precisa diagnosi, da cui possano discendere adeguati interventi terapeutici. Secondo i ricercatori, tale intervallo sarebbe di ben 6 anni: “un tempo lunghissimo – commentano i ricercatori – Si pensi a cosa potrebbe significare ricevere una diagnosi di un tumore 6 anni dopo la sua insorgenza”. 

Di qui, la scelta, da parte dell’Irccs, di rinnovare per il settimo anno il corso di addestramento, che ha l’obiettivo di “insegnare a medici e psicologi ad utilizzare il metodo di psicoeducazione di gruppo sviluppato da Colom, Vieta e colleghi a Barcellona, presso uno dei centri leader al mondo nella ricerca sui disturbi bipolari”. Un metodo utilizzato con circa 200 pazienti dallo stesso staff del Fatebenefratelli diretto da De Girolamo, riscuotendo elevati livelli di soddisfazione e di gradimento. “I ricercatori – spiega l’Irccs - sono riusciti a dimostrare, con un articolo apparso su una delle principali riviste internazionali del settore, che tra i pazienti che hanno partecipato al programma di psicoeducazione, le ricadute ed i ricoveri ospedalieri erano diminuiti del 60%, e tali differenze erano mantenute anche a distanza di anni.

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