4 dicembre 2017 ore: 16:59
Salute

Salute mentale: oltre il 6% degli utenti ha il disturbo borderline

Presentato il libro "Raccontare la cura. I pazienti borderline parlano ai Servizi di Salute Mentale”, a cura di Michele Sanza e Sara Valerio, che ha come oggetto l’implementazione delle Linee di indirizzo della Regione Emilia Romagna sui disturbi gravi di personalità

ROMA – E’ stato presentato nei giorni scorsi a Roma il libro “Raccontare la cura. I pazienti borderline parlano ai Servizi di Salute Mentale”, a cura di Michele Sanza e Sara Valerio, che ha come oggetto l’implementazione delle Linee di Indirizzo della Regione Emilia Romagna sui Disturbi Gravi di Personalità. Un modo per  ricostruire il senso e l’impatto che le esperienze di cura hanno sulla vita dei pazienti, secondo il concetto di empowerment e recovery, ponendo attenzione alla persona prima che alla malattiacon. A promuovere l’iniziativa, alla quale ha partecipato anche l’ex Ministro della Salute Livia Turco, sono state l’Associazione per la tutela del diritto alla salute psicologica (Altrimenti) e l’Associazione per la Salute Mentale Progetto Itaca Roma. Assente per motivi istituzionali il presidente della regione Lazio Luca Zingaretti, che però ha promesso di incontrare le associazioni che promuovo l'estensione delle linee di indirizzo della regione Emilia Romagna anche al Lazio. 

Nel libro vengono descritte le principali caratteristiche del Disturbo Borderline di Personalità, che è altamente invalidante, provoca enorme sofferenza e in Italia colpisce il 6,7% dell’utenza dei Servizi, con un costo medio per paziente calcolato a livello europeo sui 16mila euro l’anno. Sempre secondo la fotografia tracciata dal libro di Michele Sanza e Sara Valerio, le persone con disturbo borderline (che rappresentano tra lo 0,2 e l’1,8% della popolazione europea, mentre arrivano fino al 14-20% della popolazione ospedalizzata per problemi psichiatrici) rischiano di essere considerate cause perse anche dagli addetti ai lavori. Ma grazie alle terapie di provata efficacia curare si può, come è avvenuto in Emilia Romagna con una riduzione dei ricoveri ospedalieri del 75%.

Il progetto dell’Emilia Romagna punta a ridurre al minimo l’uso di psicofarmaci, spesso prescritti troppo facilmente dalla sanità pubblica, perché non risolutivi, fornendo invece ai pazienti il trattamento di provata efficacia riconosciuto nello skills training della Dbt (Dialectical Behavior Therapy) di Marsha Linehan. Su 130 pazienti trattati per un periodo di un anno, oltre alla suddetta riduzione dei ricoveri, si è registrata una diminuzione marcata della gravità dei sintomi e delle dimensioni di impulsività e di ?rabbia-aggressività, con un miglioramento del funzionamento globale e riduzione dell’autolesionismo.

“La nostra Associazione vuole promuovere la conoscenza e la diffusione di terapie scientificamente validate – ha dichiarato Elisabetta Pizzi, Socio Fondatore e Presidente di Altrimenti - , come avviene già nel Regno Unito dal 1999, dove i trattamenti somministrati dai servizi sanitari devono seguire le linee guida NICE. Nella Salute Mentale italiana, purtroppo, la scelta dei percorsi di cura non è ancora chiaramente regolamentata in tal senso. Il nostro intento è spingere invece i professionisti del settore, pubblico e privato, e dell’assistenza sociale, a seguire la strada della ricerca e della scienza”.

“In una fase storica di maggiore emersione del disagio psichico – ha dichiarato Guido Valentini, Direttore del centro di riabilitazione psichiatrica di Progetto Itaca Roma - è importante condividere le conoscenze e nuovi programmi di riabilitazione di provata validità, come quelli da noi portati avanti quotidianamente. I dati derivanti dal nostro modello “Clubhouse International”, che prevede un percorso di reinserimento socio-lavorativo da affiancarsi alle cure mediche praticate all’esterno, dimostrano l’efficacia inequivocabile del metodo. La storica Clubhouse Fountain House e` infatti iscritta nel registro statunitense dei Programmi e delle Pratiche Evidence Based”. 

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