3 settembre 2014 ore: 17:47
Salute

“La vita inattesa”, quando i fumetti raccontano la malattia

Esce per Rizzoli Lizard un’antologia che, per parlare di malattia da un nuovo punto di vista, ha chiamato a raccolta il meglio del mondo del fumetto italiano, con un’eccezione internazionale. Faraci: “Pensavo avremmo trattato di dolore e paura, invece abbiamo parlato di forza e speranza”
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BOLOGNA – “Una signora aveva scritto per raccontarci del suo tumore al seno. Tutte le volte che andava dal medico, in sala d’aspetto vedeva appeso un quadretto: diceva che la speranza è una farfalla che illumina la strada, e che se un giorno ci si fosse sentiti soli, lei sarebbe stata in grado di riportare il sereno. Così abbiamo provato a immaginare che l’avesse creato. Ci sono venuti in mente due bambini: uno l’aveva disegnato per il fratellino malato. La storia di Massimo Carnevale, quella che chiude di libro, è nata così”. Il libro di cui Micol Beltramini, scrittrice, parla, è ‘La vita inattesa’, in uscita oggi nelle librerie edito da Rizzoli Lizard. 10 storie a fumetti per parlare di malattia, intesa come momento fondamentale dell’esistenza, sia per chi la vive in prima persona sia per chi lo accompagna. Sceneggiatori della raccolta oltre a Beltramini, Alessandro Ferrari e Tito Faraci. Chiamati a trasformare le parole in immagini, 10 disegnatori italiani, un’occasione più unica che rara di poterli sfogliare tutti insieme: Paolo Bacilieri, Massimo Carnevale, Laura Scarpa, Thomas Campi, Vincenzo Filosa, Marco Corona, Giuseppe Palumbo, Tuono Pettinato, Silvia Ziche e l’americano Nate Powell. La copertina del volume, invece, è stata realizzata da Manuele Fior.

Per ogni tavola, infatti, è stato scelto il disegnatore adeguato perché raccontasse una storia bella e commovente. Si parla di tumori, sordità, infarto, Parkinson e Alzheimer: ogni artista ci ha messo dentro la sua esperienza personale, oltre che al proprio stile. “Nate Powell, per esempio, ha raccontato la storia di una figlia che si prende cura della mamma affetta da una malattia degenerativa: ‘Per tanti anni si è presa cura di me, ora è lei la mia bambina’, spiega nella striscia. La storia firmata da Tuono Pettinato è una delle più commoventi della raccolta: racconta di come un papà con un cancro all’intestino faccia di tutto per nascondere la malattia ai figli, che cominciano a pensare a lui come a un ‘Super agente segreto’, spesso assente perché in missione”, continua Beltramini.

“All’inizio dell’avventura ho fatto un errore: credevo che avremmo trattato di dolore e paura. In realtà, abbiamo parlato di forza e speranza. Raccontiamo uomini e donne che non si sono arresi davanti alla malattia, ma che grazie a essa hanno capito quante persone volessero loro bene – spiega Tito Faraci – Non solo: per farlo, abbiamo utilizzato tutti i registri disponibili, ironia e comicità incluse”. E fa l’esempio di ‘Uno di tanti’ disegnato da Silvia Ziche: i protagonisti sono dei globuli bianchi che prolificano in un mondo sovraffollato per colpa della Leucemia mieloide acuta: “Secondo me, è la storia più divertente, che si fa beffa della malattia. Una storia vitale, inattesa”.

Tutto è cominciato su un forum online promosso dalla casa farmaceutica Pfizer in occasione della campagna di comunicazione “Viverla tutta”, partita nel 2011: si chiedeva agli utenti di raccontare le loro esperienze con la malattia, fossero pazienti, operatori del settore o familiari. Da lì, l’idea di Rizzoli Lizard di farne un’antologia a fumetti: “Il fumetto ti permette di non essere patetico come il cinema o la letteratura. Basta un disegno per far immaginare qualcosa, non c’è bisogno di descriverlo a parole o indagarlo sullo schermo – spiega Beltramini – Siamo partiti da 4 mila storie: da 10 abbiamo preso spunto per il nostro libro”.

“Dei racconti originali non conosciamo l’autore, ma da lì siamo partiti per universalizzare la testimonianza – aggiunge Ferrari – È stato un lavoro molto complesso e molto rischioso, perché i temi in questione sono tutt’altro che semplici. Anche per questo, i nostri obiettivi sono da subito stati due: portare il maggior rispetto possibile a queste malattie e far arrivare le emozioni dei protagonisti reali ai lettori. Spero si sentano rispettati nel loro dolore, questo oggi è il mio desiderio più grande”. (ambra notari) 

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