26 settembre 2013 ore: 17:04
Immigrazione

Immigrati, Oim: "Solo l’8% invia rimesse nel Sud del mondo"

Il primo rapporto che valuta il grado di benessere dei migranti, realizzato da Oim e Istituto Gallup. Migliora la sua condizione chi va al Nord, ma chi va dal Sud al Nord vede disparità con gli abitanti del paese di destinazione
Welfare, spesa sociale: montagna di soldi

Roma – Emigrare conviene? Il “Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2013: benessere dei migranti e Sviluppo”, dell’Oim risponde a questa domanda dopo avere sentito il parere di migliaia di migranti in 150 paesi del mondo ed avere esaminato quattro direttrici migratorie: Nord- Nord, Sud-Nord, Sud-Sud e Nord-Sud. I migranti non sono tutti uguali, tra loro ci sono lavoratori, studenti, migranti irregolari, altri rientrati nel paese d’origine, o migranti forzati a causa di conflitti o disastri ambientali. Il Rapporto dell’Oim realizzato con un sondaggio dell’Istituto Gallup fornisce per la prima volta il quadro globale del benessere dei migranti. Il risultato complessivo è che “la migrazione migliora lo sviluppo umano, ma molti migranti faticano a raggiungere livelli soddisfacenti di benessere”.  

Il rapporto esamina quello che i migranti hanno guadagnato e quello che hanno perso con la scelta di emigrare, confrontando il benessere di chi ha vissuto nel paese di destinazione per cinque anni con le stime di come avrebbe potuto essere la loro vita se fossero rimasti nel paese d’origine. Ad avere i maggiori benefici, a essere più soddisfatti della nuova vita, sono coloro che sono migrati al Nord, in particolare quelli che si sono spostati da Nord a Nord, cioè fra paesi ad alto reddito. “Questo dato è importante perché spesso si presume che le persone migrino a causa di una mancanza di sviluppo e che la migrazione diminuisca quando un paese diventa più sviluppato” sottolinea l’indagine.

Anche i migranti Sud-Nord a lungo termine, che vivono in un paese da almeno cinque anni, sono convinti di stare meglio di come starebbero a casa. Ma il loro grado di soddisfazione è inferiore a chi migra da Nord a Nord, perché i migranti Sud-Nord notano una disparità nella loro vita rispetto a chi è nato nei paesi di destinazione. Per contro, i migranti nel Sud tendono a valutare le loro vite come simili, o peggiori, di quelle di chi è rimasto nel paese di origine. Di conseguenza, i migranti Sud-Sud a lungo termine sono convinti di stare peggio di come starebbero se non fossero emigrati. Tra i motivi, per esempio, c’è la difficoltà nel trovare un alloggio adeguato.  

Le persone che si spostano da Nord a Sud  hanno esperienze contrastanti. In un contesto   più economico riescono a ottenere di più con il loro denaro, ma tendono ad avere un  minor numero di contatti sociali. “La migrazione  Sud-Sud tra paesi a basso o medio reddito è in gran parte una questione di sopravvivenza – spiega il rapporto - porta a pochi miglioramenti e i migranti continuano a dover affrontare grandi difficoltà, alla stessa stregua della popolazione locale.

Di fatto, le condizioni di vita dei migranti nel Sud spesso sono uguali o peggiori rispetto a quelle che avrebbero sperimentato in patria se non avessero deciso di migrare. Molti affermano infatti di  vivere peggio, di avere difficoltà nell’ottenere un alloggio adeguato, e di essere insoddisfatti delle loro condizioni di salute. La maggioranza tende anche a essere pessimista riguardo al proprio futuro”.

Il rapporto dell’Oim sfata alcuni luoghi comuni sulle migrazioni. Risulta infatti che solo una minoranza di migranti invia rimesse: solo l’8% dei migranti adulti nel Sud, e il  27% nel Nord, riferiscono di inviare un "aiuto finanziario" a dei parenti che vivono in un altro paese.

Il tasso di disoccupazione globale per i migranti è di circa il 13 per cento, contro l' 8 per cento delle popolazioni locali. “Nel complesso, i migranti nel Nord, in particolare da Nord a Nord, sono coloro che traggono maggior beneficio– in aree quali la valutazione della vita, la situazione finanziaria, la salute dei migranti - mentre i migranti nel Sud se la cavano allo stesso modo o peggio di come se la caverebbero se non avessero migrato” conclude il rapporto. (rc)

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