27 giugno 2017 ore: 16:46
Giustizia

In un immobile confiscato alla ‘ndrangheta nasce l’ostello della Carità

Oggi l'inaugurazione a Lamezia Terme. Forti (Caritas nazionale): “In questa struttura giovani tendono la mano ad altri giovani, perché loro sono il presente. Speriamo che questa esperienza venga mutuata in altre città del Sud”
L'immobile confiscato alla 'ndrangheta divenuto ostello della carità a Lamezia

L'immobile confiscato alla 'ndrangheta divenuto ostello della carità a Lamezia

LAMEZIA. “E’ un segno di grande speranza, uno sforzo importante in una terra che ha problemi forti di criminalità. È un segno che diamo all’opinione pubblica, alzando il tiro davanti ad una grande sfida qual è l’accoglienza delle persone con disagio. Non  ci interessano tanto i numeri quanto il messaggio che oggi vogliamo lanciare, tenendo a battesimo questa nuova ed importante avventura”. Sono le parole di Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione della Caritas nazionale, che quest’oggi è intervenuto a Lamezia Terme per inaugurare l’ostello della Carità, sorto in un immobile confiscato ad una potente cosca ‘ndranghetista locale.

L'immobile confiscato alla 'ndrangheta divenuto ostello della carità a Lamezia
L'immobile confiscato alla 'ndrangheta divenuto ostello della carità a Lamezia

“La nostra speranza – ha aggiunto Forti – è che la cittadinanza abbia la consapevolezza del valore di queste realtà, anche per l’investimento che si fa in risorse umane. L’auspicio è che anche altre Caritas della regione Calabria e del Meridione prendano ad esempio quanto fatto dalla Caritas lametina per realizzare questo nuovo polo di accoglienza per stranieri e per persone che vivono nel disagio”. Il rappresentante della Caritas italiana ha evidenziato l’impegno dei volontari e degli operatori  che andranno ad animare l’ostello, “giovani che tendono la mano ad altri giovani, perché loro sono il presente e non il futuro”. Concludendo il suo intervento il responsabile dell’area immigrazione della Caritas ha rammentato con amarezza la campagna denigratoria subita dalle Ong che si occupano dei migranti. “Anche la Caritas viene un po’considerata una Ong, quasi che fare solidarietà voglia dire essere criminali. Tutto ciò non mi preoccupa, mi preme invece mettere in evidenza opere come questa che oggi viene messa a disposizione di chi ha bisogno, per fare accoglienza concreta e solidarietà”.

(Da sinistra) Valerio Di Trapani, Luigi Cantafora, Paolo Mascaro
Valerio Di Trapani, Luigi Cantafora, Paolo Mascaro

“L’ostello della Carità è un passo importante per favorire il coinvolgimento dei giovani da tante parti del mondo a condividere esperienze di servizio nei centri di solidarietà e carità promossi dalle Caritas in Calabria – ha spiegato Padre Valerio Di Trapani, direttore della Caritas lametina -  questa struttura è stata realizzata in una casa che era di proprietà di una famiglia affiliata alla criminalità organizzata. Aver voluto l’ostello fra queste mura sporche di sangue che dove si progettava la morte e il terrore, è una scelta netta per costruire speranza non solo a favore di chi soggiornerà in questa struttura ma per tutta la comunità locale”. Di Trapani ha ribadito che l’immobile sarà affidato ai volontari “perché diventi luogo di carità e solidarietà. Il pianoterra  dello stabile sarà destinato all’accoglienza dei volontari impegnati nel progetto “Costruire speranza” sostenuto dalla Caritas calaberese. I giovani saranno coinvolti in attività pastorali che, in particolare, vorranno essere un ‘no’ chiaro e deciso alla criminalità che affligge ed opprime il territorio locale. Il piano superiore dello stabile sarà invece adibito all’ accoglienza diffusa di 4-5 persone richiedenti asilo. Il vescovo di Lamezia, Luigi Cantafora, ha ringraziato la conferenza episcopale italiana che ha risposto celermente alla richiesta della Caritas fornendo le risorse necessarie per ripristinare l’immobile che era in condizioni fatiscenti. Per Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia, l’ostello della Carità “è un segnale forte e tangibile contro il malaffare. L’impegno di tanti giovani che aiuteranno tanti loro coetanei è l’immagine più bella e pulita per la nostra città”. (Maria Scaramuzzino)

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