29 marzo 2018 ore: 12:56
Immigrazione

Integrazione lavorativa di migranti e richiedenti asilo, le priorità dell’Europa

La rivista “Africa e Mediterraneo” lancia una call for paper. Politiche di inserimento, autoimprenditoria, discriminazioni nel mondo del lavoro, riconoscimento dei titoli di studio, migrazione circolare, sviluppo nei Paesi di origine, formazione professionale. Sono alcuni dei temi con cui si può partecipare al nuovo numero della rivista. Proposte entro il 30 aprile
Lavoro, operaio migrante - SITO NUOVO

BOLOGNA – Il tema dell’integrazione lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati come strumento fondamentale per l’integrazione nei Paesi ospitanti sta prendendo sempre più piede in Europa. Il Parlamento europeo ne ha parlato in un report del 2016. In alcuni Paesi, è diffuso da tempo il concetto di “immigrazione di sostituzione”: in Francia, già nel 2006 si discuteva di come trasformare l’immigrazione in una “risorsa per colmare i vuoti lasciati dal calo demografico e attenuare il più possibile gli effetti negativi dell’invecchiamento sull’economia del Paese”. Un concetto ripreso in un report del 2017 delle Nazioni Unite sull’aumento della popolazione mondiale: l’Onu stima che entro il 2050 in 26 Paesi africani il numero di abitanti raddoppierà e “il movimento delle persone tra i vari Paesi possa contribuire ad attenuare alcune conseguenze negative dell’invecchiamento della popolazione”. Al tema dell’inserimento nel mondo del lavoro di cittadini di origine straniera (migranti, richiedenti asilo, rifugiati) sarà dedicato il prossimo numero della rivista “Africa e Mediterraneo” che ha lanciato la call for papers.

In Italia i cittadini stranieri residenti sono poco più dell’8,3% dei residenti, rappresentano il 10% degli occupati, producono l’8,8% del Pil e sono un terzo dei nuovi assunti (fonte Dossier statistico immigrazione 2017). Dati che dimostrano come l’aspetto economico e lavorativo abbia un ruolo rilevante nel dibattito sull’immigrazione. “Negli ultimi anni le priorità dei Paesi Ue sono state focalizzate sul tema degli sbarchi e sulla gestione dell’accoglienza: oggi si stanno spostando dalla prima accoglienza ad azioni a più lungo termine, finalizzate all’integrazione sociale ed economica dei migranti nel tessuto sociale e produttivo europeo”, si legge nella call.

I temi da affrontare spaziano dalle differenze nelle condizioni lavorative tra cittadini di Paesi terzi e autoctoni alla certificazione delle competenze, dalle politiche di inserimento lavorativo alle opportunità offerte dall’autoimprenditoria, dalle discriminazioni nel mondo del lavoro alla formazione professionale fino alla migrazione circolare e allo sviluppo dei Paesi di origine. C’è tempo fino al 30 aprile per inviare proposte (max 400 parole), in caso di accettazione il contributo dovrà essere consegnato entro il 20 giugno. (lp)

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