5 settembre 2018 ore: 15:30
Immigrazione

Migranti, i pescatori tunisini: l'Italia liberi Chamseddine

"Chamseddine non aveva scelta. Alcuni dei giovani che ha soccorso stavano per morire, il motore dell'imbarcazione su cui viaggiavano era in panne. Voleva chiamare la Guardia costiera tunisina, ma i migranti hanno minacciato il suicidio ...
Sbarchi, gommone in avaria, immigrati

"Chamseddine non aveva scelta. Alcuni dei giovani che ha soccorso stavano per morire, il motore dell'imbarcazione su cui viaggiavano era in panne. Voleva chiamare la Guardia costiera tunisina, ma i migranti hanno minacciato il suicidio quando lo hanno saputo". Contattato in Tunisia dall'Agenzia 'Dire', parla Anis Souei, segretario generale dell'Associazione dei pescatori di Zarzis e amico di Chameseddine Bourassine, il pescatore tunisino detenuto dal 29 agosto ad Agrigento insieme all'equipaggio della sua barca con l'accusa di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione irregolare.

"Chamseddine era il primo a sconsigliare ai ragazzi di partire, dal 2013 abbiamo anche iniziato ad andare nelle scuole per mettere in guardia i giovani tunisini sui rischi della migrazione irregolare. E oggi e' accusato di traffico di esseri umani... È veramente incredibile" aggiunge Souei.

Domani l'Associazione dei pescatori di Zarzis manifestera' insieme ad altre organizzazioni davanti all'ambasciata italiana a Tunisi per chiedere la liberazione dei sei marinai. "Insisteremo per il loro rilascio" dice Souei: "Sono accusati di atti che non hanno compiuto". "Sono veramente stanco" aggiunge il segretario generale. "Sua moglie, con cui Chamseddine ha tre figli, mi chiama piu' volte al giorno per chiedermi notizie. In carcere il mio amico non ha potuto comunicare con nessuno, neanche con il personale del consolato".

Secondo la ricostruzione dell'associazione La Terre Pour Tous, che promuove la manifestazione di domani, Chamseddine Bourassine e il suo equipaggio "avendo trovato un'imbarcazione in panne che trasportava 14 passeggeri hanno avvisato la Guardia costiera italiana, che li ha assicurati che se ne sarebbe occupata. Dopo ore, poiche' non succedeva niente, i pescatori tunisini hanno preso la decisione di aiutare l'imbarcazione in pericolo, trainandola fino a una distanza di 24 miglia da Lampedusa, sapendo che la loro barca non poteva accogliere le 14 persone in pericolo perche' questo avrebbe causato loro problemi con le autorita' e contando sul soccorso da parte italiana". (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale