30 maggio 2017 ore: 16:37
Immigrazione

Migranti, ipotesi Cpr a Modena. Il sindaco: “Aspettiamo comunicazioni formali"

Diritti umani, personale qualificato, più agenti e più impegno su accoglienza e integrazione: così Muzzarelli dopo le nuove notizie riguardo l’apertura di un Centro di permanenza per il rimpatrio negli spazi dell’ex Cie modenese

MODENA – “Ancora non ci risultano comunicazioni formali da parte del ministero dell’Interno”. A parlare è Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena: le sue dichiarazioni arrivano dopo le parole di Gerarda Pantaleo, prefetto e capo del dipartimento libertà civili e immigrazioni della Camera che, in audizione, ha confermato che fra i 10 luoghi individuati dal ministero dell’Interno per ospitare i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) c’è anche l’ex Cie di Modena. Il primo cittadino modenese rinvia ogni commento a quando ci saranno atti formali: “Come già detto in Consiglio comunale a metà marzo, per noi sono 4 i parametri alla luce dei quali valutare ogni ipotesi: garanzia assoluta del rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone, che deve poter essere controllata anche dalle istituzioni del territorio; garanzia che negli eventuali centri sia impiegato personale qualificato e che non sia in nessun modo sottratto ai corpi dello Stato impegnati nella protezione dell’ordine pubblico sul territorio; che anzi i Corpi dello Stato della Provincia siano rafforzati in uomini e mezzi; che il miglioramento delle misure di prevenzione e repressione dei fenomeni illegali riconducibili all’immigrazione sia accompagnato da un ulteriore impegno, anche finanziario, su accoglienza e integrazione. Lì eravamo e lì stiamo. Sicurezza, legalità, rispetto e dignità di ogni persona”. In audizione, Pantaleo aveva ribadito l’istituzione di un gruppo di lavoro per l’individuazione delle località in cui far sorgere i nuovi centri, impegnandosi per il potenziamento di strutture già esistenti. “Siamo in attesa dell’ok formale da parte delle regioni. Sono prime ipotesi per cominciare a raccogliere le reazioni dai territori”. (Ambra Notari)

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