Migranti, Uil apre ai Cpr a Bologna: ma non torni il vecchio Cie
Bologna - 'Si'' all'idea di un Cpr (Centro per il rimpatrio), ma solo a condizione che "non si torni ai vecchi Cie (Centri di identificazione ed espulsione), per la cui chiusura ci siamo battuti". Questa, in sintesi, la posizione del segretario della Uil Emilia-Romagna e di Bologna Giuliano Zignani, che parlando con i cronisti in occasione di un convegno sulla sicurezza organizzato dal sindacato commenta cosi' la proposta, lanciata la scorsa settimana dal sindaco di Bologna Virginio Merola, di aprire in citta' un centro per i migranti che delinquono.
Per il dirigente della Uil e' quindi necessario "sedersi attorno a un tavolo dopo le elezioni per trovare una soluzione, perche' il problema esiste e va risolto". Chi non rispetta le regole, insomma, "deve essere espulso, ma bisogna capire come sistemarle in attesa dell'espulsione, perche' se si torna ai vecchi Cie non ci stiamo". In ogni caso, Zignani si dice convinto che "ci siano tutte le condizioni per sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione". Infine, il segretario regionale della Uil dice la sua anche su quanto affermato nei giorni scorsi dalla Cgil Emilia-Romagna, che ha rispedito al mittente la proposta di Merola bollando le sue dichiarazioni come "affermazioni strampalate e gravi, che mettono in discussione modalita' di accoglienza e integrazione positivamente agite dalla collettivita'". Sul punto, Zignani getta acqua sul fuoco, affermando che "la posizione della Cgil non e' poi molto distante dalla nostra, perche' anche noi siamo contrari a un riotrno ai Cie", anche se tiene a precisare che "dire 'no' ai Cie non deve tradursi in una negazione del problema, che c'e' e va affrontato". (DIRE)