31 gennaio 2018 ore: 14:13
Immigrazione

Rifugiati, l’Italia aumenta il contributo del 64 per cento. Unhcr: “Grande impegno”

L’Alto commissariato Onu per i rifugiati ringrazia il governo che ha ampliato il contributo da 31,3 milioni del 2016 ai 51,4 di quest’anno per i progetti in 20 paesi: “Grande anche la generosità degli italiani”
Unhcr. Rifugiati che scappano

ROMA – “Il Governo Italiano conferma il grande impegno a favore dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli sfollati interni nel mondo, aumentando il proprio contributo del 64 per cento, da 31,3 milioni di dollari del 2016 a 51,4 milioni di dollari di quest’anno, e attestandosi al 12° posto fra i donatori dell’Unhcr a livello globale”. Lo sottolinea in una nota l’Alto commissariato Onu per i rifugiati. L’Unhcr  ringrazia così il Governo italiano per aver contribuito nell’anno 2017 alle proprie attività in 20 Paesi con una somma pari ad oltre 51 milioni di dollari.

“Grande è stata anche la generosità dei cittadini italiani, che hanno donato oltre 24 milioni di dollari per migliorare la condizione di rifugiati e richiedenti asilo nel mondo – continua la nota -. Sono oltre 65 milioni le persone costrette ad abbandonare le proprie case in tutto il mondo. L’84 per cento dei rifugiati è ospitato in Paesi a medio e a basso reddito, vicini alle zone di crisi. La comunità internazionale è chiamata ad intervenire in modo solidale per sostenere lo sforzo di protezione compiuto da questi Paesi e dalle comunità ospitanti, rispondendo alla necessità di condividere più equamente le responsabilità di accoglienza dei rifugiati e di assistenza nel ricostruire le loro vite. Mentre emerge con sempre maggiore chiarezza il bisogno di uno sforzo comune per trovare soluzioni adeguate a prevenire e a risolvere le crisi che causano sofferenze e spostamenti forzati – aggiunge Unhcr -, è altrettanto necessario che, nel frattempo, rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni siano adeguatamente protetti e assistiti”.

Per l’Alto commissariato si tratta di una “responsabilità collettiva, che chiama in causa prima di tutto i Governi donatori, ai quali si chiede di rafforzare gli stanziamenti a favore delle persone costrette alla fuga per salvare la propria vita, di aumentare le quote di reinsediamento e di dare maggiori opportunità ai rifugiati nei Paesi ospitanti, favorendo, al contempo, un clima di apertura e di accoglienza”.

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