29 agosto 2017 ore: 14:17
Immigrazione

Sgombero via Curtatone, "azione sproporzionata della polizia"

I racconti delle ragazze fermate durante lo sgombero. Parla l'avvocata Raffaella Flore: "Le ragazze negano il lancio degli oggetti e la mia assistita nega che nel bicchiere di plastica che aveva in mano ci fosse della polvere di peperoncino". La donna ferita in piazza: “Se non sistemeranno le persone ancora per strada andrò fino a Bruxelles”
Eleonora Camilli Sgombero via indipendenza, curtatone - donna ferita

Foto Eleonora Camilli

ROMA - Raccontano di essere state picchiate, sbattute per terra, colpite ripetutamente a colpi di manganello, le tre ragazze eritree arrestate giovedì 24 agosto, nel corso dello sgombero di piazza Indipendenza. Due di loro erano all’interno del palazzo di via Curtatone, la terza dormiva in strada e all’alba era andare al bar per usare il bagno: qui raggiunta dalle forze dell’ordine sarebbe stata fermata con la forza, da agenti in borghese, per evitare che potesse dare l’allarme dell’imminente irruzione della polizia. Il racconto di quanto accaduto lo affida a Redattore sociale Raffaella Flore, avvocata e legale di due delle arrestate.

Le forze dell’ordine sostengono di aver fatto irruzione nel palazzo alla luce della minaccia di bombole del gas agitate dagli occupanti – spiega -. Va ricordato che dentro lo stabile c’erano solo persone in condizione di fragilità. Le ragazze da me assistite raccontano di essersi spaventate, una di loro aveva suo figlio in braccio e ha tentato in tutti i modi di non far avvicinare i poliziotti”. Secondo i verbali di polizia, le forze dell’ordine accusano le tre rifugiate di aver lanciato oggetti contro gli agenti, anche del peperoncino sugli occhi. “Le ragazze negano il lancio degli oggetti e la mia assistita, in particolare, nega che nel bicchiere di plastica che aveva in mano ci fosse della polvere di peperoncino – aggiunge Flore – ma anche se fosse vero, l’azione di atterramento ed immobilizzazione con uso di manganelli operata dalla polizia è stata sproporzionata, considerando le lesioni riportate sul corpo della signora. I poliziotti all’interno del palazzo erano in tenuta antisommossa, con caschi e visiere, hanno riportato lesioni lievi, alcuni sono stati medicati con delle semplici gocce sugli occhi”. L’avvocata si è opposta ma il giudice ha deciso di convalidare l’arresto. “Ora ci sarà un processo – conclude Flore -. l’accusa è resistenza a pubblico ufficiale. Vedremo se i racconti della polizia saranno confermati”.

Gemma Vecchio. Foto: Eleonora Camilli/Rs
Gemma Vecchio

Intanto ieri al presidio dei movimenti per la casa a piazza Madonna di Loreto si è presentata con le stampelle Gemma Vecchio, la donna rimasta a terra dopo essere stata colpita in piazza con uno degli idranti. “Tutti mi dicono che dovrei sporgere denuncia, ma a me non importa, io voglio solo che siano sistemate queste persone, se non succede arriverò fino a Bruxelles – ha detto -. La mia ferita più grande è vedere le persone in queste condizioni. Io non voglio vendetta, penso che anche i poliziotti siano siano stati usati dalla politica, come una sorta di cuscinetto”. Domani intanto alle 12,30 in prefettura ci sarà la riunione chiesta dai movimenti per la casa. “Questo è il risultato della resistenza delle famiglie che da settimane dormono all’addiaccio nella basilica dei Santi Apostoli, e di quelle sgomberate da via Curtatone”, sottolinea Margherita Graziosi di Bpm –. Ora è il momento di portare avanti una battaglia per tutti e tutte, in questa città ogni giorno ci sono sgomberi senza soluzioni alternative”. (ec)  

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