19 marzo 2018 ore: 12:24
Disabilità

Siria. Al Magarotto di Roma una lezione per educare alla pace gli alunni sordi

Una lezione speciale di sensibilizzazione per tutti gli alunni sordi e udenti della scuola sulla difficile situazione in Siria si e' tenuta questo mese nell'Aula Magna dell'Istituto Magarotto di Roma. Gli studenti della scuola secondaria di primo e...

Una lezione speciale di sensibilizzazione per tutti gli alunni sordi e udenti della scuola sulla difficile situazione in Siria si e' tenuta questo mese nell'Aula Magna dell'Istituto Magarotto di Roma.

Gli studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado, coadiuvati dai docenti, dall'interprete Lis e dalle assistenti alla comunicazione, hanno svolto un'attivita' di approfondimento sulla complessa realta' che da sette anni coinvolge la popolazione civile siriana, a causa della guerra. Il 5 marzo - si legge in una nota appena diffusa - all'incontro ha partecipato Majid Alshakarji, ragazzo profugo siriano, arrivato in Italia nel 2016 attraverso il corridoio umanitario, grazie all'intervento di Papa Francesco. Il diciasettenne, oltre ad aver condiviso la sua esperienza di vita, ha mostrato il proprio cortometraggio dal titolo 'L'amore senza motivo', premiato alla Mostra di Venezia nell'ambito dell'iniziativa Migrarti.

Ogni giorno sotto gli occhi dei ragazzi passano immagini raccapriccianti sulle quali e' necessario soffermarsi per ricercarne il significato ed evitare che tutto si consumi nella piu' totale indifferenza. Primo Levi scriveva "Se comprendere e' impossibile, conoscere e' necessario".

Per questo motivo l'Istituto Magarotto ha scelto di trattare un argomento cosi' "difficile", attraverso materiali visivi accuratamente predisposti da alcuni docenti di buona volonta', in modo che i contenuti potessero essere proposti in una modalita' visiva e nessuna informazione andasse persa. E' necessario sviluppare un nuovo senso di solidarieta', costruendo con le nuove generazioni un nuovo umanesimo per combattere la diffusa insensibilita'. L'educazione alla pace ha bisogno dell'educazione al dialogo per lo sviluppo della conoscenza. Le parole possono essere un valido strumento per superare i contrasti e costruire ponti. E' necessario abbattere i muri dell'odio e dell'incomunicabilita', dimostrando che una forma di mediazione di pace e' sempre possibile ed il confronto di esperienze resta una delle migliori forme di arricchimento personale. Partendo dal basso si possono coltivare i "semi di pace" affinche' la non violenza diventi una pratica quotidiana. La non violenza non va predicata, ma praticata ogni giorno. Forse non saremo mai abbastanza forti da essere del tutto non violenti nel pensiero, nella parola e nell'azione. Tuttavia dobbiamo continuare a credere e sperare nelle parole che ci toccano l'anima. Incontrarsi e' anche il modo migliore per provare a capire e superare il dolore dell'altro.

(DIRE)

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