22 agosto 2019 ore: 18:50
Immigrazione

Ocean Viking. Msf: "Sbarco ora, cibo per appena 5 giorni"

Sono ormai 13 giorni che 356 persone sono bloccate a bordo della nave. Il medico a bordo: "Non posso accettare le loro inutili e prolungate sofferenze" 

ROMA - "Ogni giorno che passa vedo la salute mentale delle persone soccorse deteriorarsi in modo preoccupante. Vivono nel terrore di poter essere riportate in Libia, dove sono state esposte a violenti abusi e detenzione arbitraria. In molti hanno tentato più di una volta la fuga dalla Libia ma sono stati intercettati dalla Guardia costiera libica, finanziata dall'Europa, che li ha riportati nei centri di detenzione. Alcuni sono sopravvissuti a naufragi o bombardamenti. Tutti hanno bisogno di sicurezza. Come medico, non posso accettare le loro inutili e prolungate sofferenze" lo dichiara in una nota Luca Pigozzi, a bordo della Ocean Viking per Medici senza frontiere (Msf).

"Sono ormai 13 giorni che 356 persone vulnerabili sono bloccate a bordo della Ocean Viking. Ogni giorno la situazione peggiora. Abbiamo pasti per appena 5 giorni, prima di intaccare le scorte di emergenza. Ci sono persone le cui condizioni di salute potrebbero presto diventare critiche, fino al punto di dover richiedere un'evacuazione. In quasi due settimane ho curato nella clinica a bordo vittime di violenza sessuale, feriti di guerra e persone che hanno subito brutali percosse, scariche elettriche, torture, perpetrate anche con plastica fusa. Un terzo dei miei pazienti sono minori di 18 anni. Tutti hanno intrapreso un viaggio da incubo prima di essere salvati" conclude il medico: "Chiedo con forza agli stati europei di ritrovare la loro umanità e porre fine a questa vergogna. Tutte le 356 persone a bordo devono poter sbarcare in un luogo sicuro. Adesso" conclude il medico.

Dal 9 al 12 agosto la Ocean Viking, gestita in collaborazione da Medici senza frontiere e Sos Mediterranee, ha soccorso 356 uomini, donne e bambini, di cui 103 bambini o minori sotto i 18 anni. Le due organizzazioni hanno chiesto un porto sicuro a tutte le autorità marittime competenti, comprese quelle italiane e maltesi, ma non hanno ricevuto disponibilità, e stanno interessando gli altri stati europei per trovare una soluzione urgente che garantisca lo sbarco per tutte le persone soccorse. (DIRE)

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