9 dicembre 2019 ore: 17:10
Non profit

“Buono a rendere”: l’ex banco dei pegni diventa un emporio solidale

Apre il 12 dicembre ad Arienzo, vicino a Caserta, su iniziativa del Csv. Servirà nella prima fase 20 cittadini in difficoltà economica, che potranno avere gratuitamente beni di prima necessità, ma in “cambio” saranno incoraggiati a coinvolgersi in attività di volontariato
Logo emporio Vuoto a rendere

Un ex banco dei pegni diventa luogo in cui si praticano nuove formule contro la povertà. Il luogo, da tempo abbandonato, si trova ad Arienzo, comune della Valle di Suessola - una singolare striscia di terra che collega la provincia di Caserta a Napoli e Benevento. Qui il 12 dicembre aprirà l’emporio solidale “Buono a Rendere”, che interesserà in via sperimentale fino a 20 cittadini in serie difficoltà economiche residenti nei comuni di Cervino, Maddaloni, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Maddaloni e lo stesso Arienzo.

Come avviene per gli oltre 200 empori oggi operanti in Italia, grazie a una tessera a punti essi potranno prelevare gratuitamente dagli scaffali beni alimentari ed altri prodotti di prima necessità, ed anche avvalersi di servizi di orientamento e assistenza di vario genere. La peculiarità che “Buono a rendere”, a partire dal nome, ha scelto di enfatizzare rispetto alle strutture simili è che ai beneficiari sarà esplicitamente proposto di coinvolgersi in attività di volontariato a beneficio della comunità, mettendo a disposizione i propri saperi e le proprie competenze per “scambiarli” con beni e servizi dell’emporio. La partecipazione attiva dei beneficiari sarà fortemente incoraggiata, perché ritenuta dai promotori determinante per una uscita più rapida possibile dalla loro condizione di temporanea difficoltà.

L’avvio dell’emporio solidale è stato finanziato dal Centro di servizio per il volontariato Asso.Vo.Ce. e rientra nelle attività di “coprogettazione” che esso ha lanciato nella provincia di Caserta fin dall’anno scorso: una programmazione dal basso, che partendo dai bisogni dei singoli territori ha permesso la nascita di presidi di eccellenza a sostegno della comunità portati avanti dalle organizzazioni di volontariato locali. Per i comuni della Valle di Suessola, particolarmente provati dalla crisi economica, si è scelto appunto di lavorare sul contrasto alla povertà e da qui è nata l’idea dell’emporio, che è stato reso possibile dalla collaborazione di ben 15 associazioni: Kairos, Il Laboratorio, Misericordia di san Felice a Cancello, Sentieri nuovi onlus, Gianluca Sgueglia onlus, Cds Ama, Gli amici del borgo, Leo onlus, Alice onlus, Solidarietà Cervinese, Pronto diritti Ama, Ulivo, Ali e Radici, A.Na.Vo., Civiltà 2.0. Determinante anche il sostegno del comune di Arienzo e dell’Asl Caserta.

Monte dei pegni

L’obiettivo congiunto del Csv e delle associazioni è “promuovere la crescita e l’autonomia delle persone, - sottolinea la presidente di Asso.Vo.Ce. Elena Pera, - un obiettivo che è parte integrante di tutte le azioni di coprogettazione realizzate dal Csv negli ultimi mesi: si parte da una lettura dei bisogni del territorio e da lì ci si impegna a creare realtà sostenibili e durature con il supporto di tutta la comunità”.

“Buono a rendere” si trova in Via Annunziata n. 13: l’immobile in cui funzionava il “Monte dei pegni” è di proprietà dell’Asl, è stato concesso al comune con un comodato d’uso gratuito e successivamente affidato al Csv che vi ha anche aperto il suo nuovo sportello per la Valle di Suessola. “La valorizzazione dei beni comuni in stato di abbandono, - continua Pera, - per noi è imprescindibile: ogni azione di infrastrutturazione sociale deve partire dalle risorse preesistenti sul territorio. In questo caso ci è stata concessa l’opportunità di usufruire di un bene di grande rilevanza architettonica, con una propria storia e identità, che è nostro dovere preservare. Il banco di pegni era un luogo di disperazione per chi bussava alle sue porte, ma anche di profonda speranza: ed è proprio la speranza, la volontà di riscatto, che vogliamo raccontare per scrivere una storia nuova”. (Diana Errico)

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