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21 gennaio 2020 ore: 12:38
Società

Università di Firenze, "grido di dolore" del rettore al governo: servono risorse

"Senza sarà un rapido collasso, il 2020 sia l'anno della svolta". Così Luigi Dei che apre la sua relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte

FIRENZE - "È davvero un sincero grido di dolore quello che proviene dalle nostre aule, dai nostri laboratori, dalle nostre biblioteche, dalle nostre aziende ospedaliero-universitarie", perché l'università italiana "è prossima a un punto di non ritorno. Il 2020 sarà l'anno di svolta: bisogna riprendere a investire nel sistema pubblico dell'istruzione, dell'alta formazione e della ricerca per riequilibrare il divario che ci separa dagli altri paesi". Il rettore dell'Ateneo fiorentino Luigi Dei apre così la sua relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, a cui sta prendendo parte il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Dei chiede al governo, quindi, "quattro impegni concreti": un incremento del fondo di finanziamento ordinario (Ffo), la prosecuzione dei piani straordinari per reclutare giovani e valenti ricercatori, un piano pluriennale per la ricerca d'interesse nazionale e una reale politica d'investimenti infrastrutturali.

L'università pubblica, sottolinea, "merita questo credito dal governo: viene da anni di sofferenza, ma anche di grande impegno e di riedificazione autocritica". Tuttavia "senza un incremento di risorse, senza una revisione del meccanismo del fabbisogno finanziario, la cui attuale impostazione si traduce di fatto in una violenta contrazione della spesa corrente in presenza di situazioni finanziarie di assoluta saldezza e virtuosità, il sistema universitario italiano inevitabilmente, già a partire da quest'anno, si avvierà verso un rapido collasso il cui esito sarebbe davvero drammatico per il Paese".

Oggi l'università "è impegnata non solo a rendere conto del suo operato, ma a svolgere un'intensa attività civica, in un particolare momento della vita civile, che ci obbliga davvero a battagliare con i lumi della ragione contro pericolose derive di oscurantismo, sfiducia nella scienza, svuotamento di quei fondamentali valori scaturiti dalla tragedia della seconda guerra mondiale". (DIRE)

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