14 dicembre 2019 ore: 12:00
Disabilità

“Modelli si nasce”, con autismo e con professionalità

“Belli ma distanti”: distanti per il loro autismo. Per spazzar via questo luogo comune e rendere “modelli veri” i bei ragazzi con autismo, è nata l'associazione “Modelli si nasce”, che ha realizzato il suo calendario. Allestita anche una mostra fotografica

modelli si nasce

ROMA - “Belli ma distanti”: distanti per il loro autismo. Per spazzar via questo luogo comune e rendere “modelli veri” i bei ragazzi con autismo, è nata l'associazione “Modelli si nasce”, che sta ultimando in questi giorni il suo calendario. Un calendario con i suoi modelli, appunto, istruiti, formati e in posa come veri professionisti. Sarà in vendita a Roma, sabato 14 presso l’istituto comprensivo Nitti (via F.S. Nitti, 61) dalle 9 alle 14, nell'ambito del Mercatino della solidarietà e del sociale, e domenica 15 presso il circolo Acem (via Fronaci di Tor di Quinto) dalle 18 alle 21. Qui sarà possibile anche visitare la mostra fotografica con gli scatti di Tiziana Luxardo.

La onlus “Modelli di nasce” e il suo progetto

“Le competenze dei soggetti autistici potrebbero essere limitate in un mondo lavorativo sempre più competitivo, mentre lo stare davanti ad un obiettivo fotografico, se opportunamente indirizzati, potrebbe essere la chiave per entrare nel mondo del lavoro e soprattutto potenziare le loro autonomie”, spiegano i promotori del progetto.

Attualmente, quando si pensa ad un futuro occupazionale per soggetti autistici maggiorenni, soprattutto se a basso funzionamento, si ipotizza soprattutto un'attività di giardinaggi, cura degli animali, ,, cucina, ospitalità alberghiera nella forma più semplice, hobby artistici. Questo progetto lancia invece una sfida diversa: proporre queste persone nel mondo della moda e dello spettacolo.

Spello i ragazzi con autismo sono definiti “bellissimi, ma distanti, chiusi in una torre d’avorio, affascinanti e misteriosi”, riferiscono i promotori del progetto. “Noi vogliamo esporli gradatamente in un contesto fatto di immagini, dove l’obiettivo della macchina fotografica è un soggetto terzo, che si interpone tra noi e loro, e che coglie le loro anime, le loro fragilità e le loro particolarità, cercando di avvicinarle alle nostre o, cercando di avvicinare le nostre alle loro, spronandoli attraverso l’imitazione del nostro mondo. Il tentativo è quello di farli scendere da quella 'torre d’avorio' ed inserirli sempre più nella realtà, liberandoli da quel vestito affascinante e misterioso che tanto incuriosisce, ma che li rende inavvicinabili”.

Obiettivo del progetto è quindi preparare queste ragazze e questi ragazzi ad un inserimento occupazionale di tipo diverso, attraverso un percorso dedicato: con l’assistenza di professionisti specializzati, viene infatti attivato un percorso terapeutico che li abitui a stare davanti ad una macchina fotografica e una telecamera. A questo primo intervento ne seguiranno altri che avranno sempre l’obiettivo di una preparazione per un inserimento professionale ‘alternativo’ nell’ambiente della fotografia, moda e spettacolo. Gli psicologi, coadiuvati da esperti nel campo della moda, spettacolo, pubblicità, individuano le competenze necessarie a svolgere l’attività di “fotomodello”, e di conseguenza progettano per ogni ragazzo un piano terapeutico per il raggiungimento di tale obiettivo.

Rispettando i tempi di ognuno, a conclusione del primo percorso “Sono un fotomodello”, si realizza un book fotografico per ogni ragazzo che potrà quindi essere valutato da aziende private per eventuali impegni pubblicitari.

© Copyright Redattore Sociale