/ Non profit
8 maggio 2019 ore: 14:20
Immigrazione

Accoglienza, bando Cas (quasi) deserto a Bologna: una sola offerta

Le realtà che, in questi anni, hanno gestito l'accoglienza diffusa non si sono presentate. L'unica offerta è arrivata da una coop veneta. Il Consorzio L'Arcolaio: “Condizioni insostenibili, anche per i pochi servizi richiesti”. Il 9 maggio l'apertura delle buste per la gestione dell'hub di via Mattei: 9 le offerte arrivate
Accoglienza, mani di italiani e migranti - SITO NUOVO

BOLOGNA – Il bando per la gestione dell'accoglienza diffusa a Bologna e provincia (circa 800 posti in piccole strutture fino a un massimo di 50 posti) ha raccolto una sola offerta per una quarantina di posti, quella della cooperativa di Monselice, in provincia di Padova. Le realtà che, in questi anni, hanno gestito sul territorio l'accoglienza nei Centri di accoglienza straordinaria hanno scelto di non partecipare al bando della Prefettura, il primo con le nuove condizioni imposte dal ministero dell'Interno. Tra loro anche L'Arcolaio, il consorzio formato dalle cooperative Open Group, Arca di Noè, Società Dolce, Piazza Grande e La piccola carovana. “La scelta è stata difficile - dice Stefano Marchioni, presidente del consorzio – ed è riconducibile al fatto che le condizioni imposte dalla Prefettura sono insostenibili, anche rispetto ai pochi servizi richiesti, già talmente ridotti da far prevedere drammatiche ricadute sulle persone: sui richiedenti asilo così come sulle comunità che li ospitano. Il bando descrive un modello molto distante dalle pratiche di cui è stato protagonista il nostro territorio, dando ottimi risultati”. Attualmente, la gestione è prorogata fino al 30 giugno.

Il 9 maggio è prevista l'apertura delle buste per la gara di appalto per la gestione del Centro di accoglienza di via Mattei, l'hub regionale che diventerà un Cas da 200 posti. Nove le offerte arrivate, tra queste anche quella del Consorzio L'Arcolaio che ne è l'attuale gestore. “Il consorzio si è presentato insieme a una rete di soggetti che unisce esperienze e competenze che vogliono garantire il servizio più adeguato nonostante le condizioni critiche imposte – dice Marchioni – Lo ha fatto perché vuole continuare a essere un interlocutore ed essere parte di un processo, nella convinzione che sarà necessario ricucire lo strappo che si sta consumando tra enti del Terzo settore, professionisti nell'ambito della tutela dei diritti e dei servizi per l'integrazione e parte delle istituzioni”. E aggiunge: “Le scelte compiute nascono da riflessioni che coinvolgono più piani e vogliono tenere conto dell'impatto che i cambiamenti in corso avranno sulle persone ospitate nelle strutture e sui loro percorsi, ma anche sui lavoratori del consorzio. Nello stesso tempo – conclude – nascono dalla consapevolezza che per raggiungere un vero sistema europeo comune di asilo è necessario non cedere a semplificazioni, ma cercare con pazienza e determinazione delle strade che garantiscano la tutela dei diritti di quanti chiedono protezione internazionale”.

Anche la Cgil ha commentato il risultato del bando per l'accoglienza diffusa. Ne parla Sonia Sovilla della segreteria Cgil Bologna su Facebook: “Le nostre previsioni erano completamente realistiche e tutt'altro che prevenute. Il decreto Salvini è sbagliato sotto tutti i profili. Abbiamo appreso stamattina che ieri la prefettura di Bologna ha certificato il 'flop' dei bandi per l'accoglienza diffusa dei migranti su Bologna e provincia. Le cooperative sociali da tempo positivamente impegnate in progetti di integrazione e che avevano creato occupazione, soprattutto giovanile, in un settore fondamentale per la tenuta sociale del nostro Paese, hanno disertato le gare in quanto la nuova normativa azzera servizi fondamentali e dimezza le risorse. In un Paese normale, un ministro smentito quotidianamente dalle sentenze da una realtà che, per fortuna, chiede di costruire un modello sociale diverso, sarebbe già dimenticato dalla storia”.

Anche Federica Mazzoni, consigliera comunale del Pd, commenta su Facebook: “Il bando per la gestione dell'accoglienza diffusa dei migranti è un flop. La Prefettura lo ha certificato: l'unica proposta che coprirebbe appena 40 posti su 800 è arrivata da Padova. Io non mi stupisco. Il fatto che le cooperative del nostro territorio non abbiano partecipato comprova la loro professionalità e l'alto senso etico col quale affrontano il lavoro dell'accoglienza; un lavoro a servizio di persone migranti, in difficoltà e a servizio dei nostri territori. Di quel lavoro il bando di Salvini ha distrutto e svilito condizioni e modalità, relegandolo a pura guardiania”. E ancora: “Al momento si può davvero certificare da Bologna il disastro che è il Decreto Salvini, superato da sentenza del Tribunale e contraddetto dalla forza della realtà di bandi andati a vuoto che certificano l'incapacità di gestire il fenomeno migratorio”.

Al 31 marzo sono 791 le persone accolte nei Centri di accoglienza straordinaria a Bologna e provincia, 275 quelle che si trovano nell'hub di via Mattei. Nella sola città di Bologna sono 94 le persone nei Cas, 99 le strutture. Le persone inserite nei progetti Sprar sono 968 sul territorio provinciale, 549 solo a Bologna. I vulnerabili totali sono 60, di cui 46 a Bologna. I minori soli in progetti Sprar dedicati o Fami/Samb sono 269 di cui 227 a Bologna (dati Bologna Cares). (lp) 

© Copyright Redattore Sociale