1 ottobre 2018 ore: 11:19
Famiglia

Adozioni. Le promesse del Def? “Buone idee, ma mancano nomi, tempi e risorse”

Sulla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza interviene Gianfranco Arnoletti, presidente di Cifa, ong che dal 1980 si occupa di adozioni internazionali. “Già dai tempi di Berlusconi si promettevano adozioni più semplici, ma le normative le hanno rese più complesse”
Adozioni internazionali, bambina africana di spalle con madre

box ROMA - “Un elenco di buone idee, ma mancano i nomi delle persone che dovranno sviluppare queste attività, i tempi di realizzazione e le risorse per portarle a termine”. È questa, per Gianfranco Arnoletti, presidente di Cifa, una Ong che dal 1980 si occupa di adozioni internazionali, la nota di aggiornamento al Def approvata lo scorso 27 settembre dal governo e che, tra i vari interventi promessi, prevede anche diverse iniziative sulle adozioni. La nota, infatti, prevede l’arrivo di misure che possano snellire e rendere più veloci le procedure per l’adozione. Allo studio, spiega la nota di aggiornamento al Def, anche misure per l’accompagnamento delle famiglie, ma non solo: il testo del governo prevede anche una “razionalizzazione degli enti autorizzati anche attraverso la fusione di enti inattivi o poco produttivi. Inoltre dovranno essere intraprese misure volte a garantire la gratuità del percorso adottivo attraverso un sostegno economico per le coppie che hanno concluso un percorso adottivo, soprattutto di tipo internazionale o rivolto a minori con disabilità, al fine di aiutare concretamente quelle con i redditi più bassi, agevolandole con deduzioni delle spese sostenute e con contributi finanziari calibrati”. Il testo, infine, mette in lista anche la previsione di investimenti in progetti di cooperazione sempre nell’ottica di ottenere procedure “più veloci e trasparenti”

Promesse che, tuttavia, sembrano raccontare qualcosa di già visto. Ed è per questo che non convincono appieno il presidente Arnoletti. “Nelle comunicazioni di tipo politico, già dai tempi di Berlusconi, si promettevano 'adozioni più semplici'  - spiega -. In realtà le stesse normative italiane le hanno rese ben più complesse. Gli Enti passano parte del loro tempo a svolgere adempimenti meramente burocratici. I documenti per un’adozione, ad esempio, devono essere trasmessi alla Commissione per le adozioni internazionali anche se una legge prevede che i documenti in possesso della Pubblica amministrazione debbano essere inviati direttamente nei vari uffici”. Per Arnoletti, ad oggi sono due i fronti su cui occorre intervenire. Il primo è prettamente economico. “I costi sono a carico della famiglia ad eccezione di un aiuto fiscale molto modesto (circa il 20 per cento) a discrezione dei vari governi possono essere elargite qualche migliaia di euro - continua Arnoletti -. Il secondo tema è relativo alle relazioni politiche internazionali tra Italia e i Paesi di provenienza dei bambini adottabili, questo presuppone una volontà politica che deve manifestarsi nel mettere a capo della Commissione un soggetto che abbia il potere di sviluppare le sopracitate relazioni. Ad oggi il presidente della Commissione è il Presidente del Consiglio che riteniamo abbia altre "gatte da pelare”. A tutto questo, inoltre, bisogna aggiungere anche le difficoltà in cui versa la stessa Commissione “reduce da una gestione a dir poco disastrosa - specifica il presidente di Cifa - perché guidata da una persona sbagliata nel posto sbagliato. Ad oggi non sono ancora stati rimborsate dallo Stato le spese per progetti svolti dagli Enti nel 2011”. (ga)

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