5 agosto 2003 ore: 11:14
Non profit

Bombe su Hiroshima e Nagasaki: i ''costruttori di pace'' le ricordano con un sit-in a Vicenza e con un seminario a Padova

VICENZA – “6 agosto 1945: a Hiroshima, in Giappone, un micidiale “fungo” nucleare oscura il sole, causando la morte di centinaia di migliaia di persone e chiudendo la partita della seconda guerra mondiale. E’ la prima bomba atomica sganciata su una città. 6 agosto 2003: per chi vuol ricordare quel giorno drammatico di 58 anni fa e per quanti sono contrari a un mondo regolato dalle armi l’appuntamento è davanti ai cancelli della Caserma Ederle alle 8 di mattina”. Ad organizzare l’iniziativa è l’associazione nazionale Beati i Costruttori di Pace assieme al Gruppo Presenza Longare. Il momento di riflessione prevede anche la consegna al comando della Setaf, da parte dell’organizzazione, di una propria lettera.
Successivamente, il 9 agosto, anniversario della secondo atomica, quella sulla città giapponese di Nagasaki (alle ore 11), la commemorazione avverrà invece davanti ai cancelli della base militare di Longare, quel Site Pluto già sito atomico ed attuale sede di una scuola di simulazione di guerra. Il ricordo delle due bombe atomiche non vuole però essere mera commemorazione di un dramma passato, ma l’occasione per una riflessione sulle armi e per il lancio di un’iniziativa che punta dritto alla questione della produzione della loro produzione.
"La guerra – afferma don Albino Bazzotto, dei "Beati" - non è solo decisione politica, è anche industria, e che industria! Tuttavia prima ancora che economico e politico, il problema è culturale: tutti risentiamo del pregiudizio che la sicurezza debba essere garantita dalla forza. Molti, sia politici che uomini di cultura, pensano che i diritti umani rimangono petizione di principio se dietro non c’è una forza armata che li possa garantire. Nessuno pensa che sia possibile battere la criminalità organizzata senza le armi. Molti dicono: la violenza è insita nell’uomo, la guerra c’è sempre stata, quindi si finisce col credere che sia impossibile un mondo senz’armi". Per questo i quattro giorni che separano l’anniversario della bomba su Hiroshima da quella su Nagasaki verranno utilizzati per dare vita a un seminario dal titolo “ Per un futuro senz’armi”, nel corso del quale, grazie al lavoro interattivo dei partecipanti e dei relatori, si redigerà un vademecum per dare risposta a tutte le motivazioni, le paure e i luoghi comuni che giustificano la necessità e la legittimità dell’uso delle armi.
Il seminario residenziale si terrà a Padova presso la sede dell'associazione in via Antonio da Tempo 2, con l’obiettivo finale di mettere in piedi una campagna di opinione pubblica contro la produzione di tutte le armi. Ai lavori parteciperanno: Lidia Menapace, partigiana e rappresentante della Convenzione permanente della donne contro la guerra; Massimo Toschi, consigliere del Presidente della Regione Toscana per i problemi della pace e della cooperazione; Daniele Lugli, segretario del Movimento Nonviolento; Gianfranco Benzi del Dipartimento internazionale della CGIL nazionale, Francesco Iannuzzelli di Peacelink e il ricercatore Achille Lodovisi. Si parlerà di realismo politico della nonviolenza e contraddizioni nelle scelte delle Chiese, di scenari per la sicurezza europea, sia dal punto di vista politico che economico-sindacale, nonché della proposta di una neutralità attiva per l’Europa. Ogni sera è prevista la proiezione di un film, seguito da dibattito. Per informazioni 049/8070522, beati@libero.it, www.beati.org.
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