7 novembre 2019 ore: 10:57
Giustizia

Colombia, violenza contro i popoli indigeni: "Uccisa una persona ogni 72 ore"

L’ultimo episodio risale nel Cauca a fine ottobre, quando ad essere uccisa è stata la governatrice Cristina Bautista con quattro guardie indigene,  tutti di etnia Nasa  
Alto commissariato Onu per i diritti umani in Colombia Colombia Funerale di Cristina Bautista

La violenza contro i popoli indigeni colpisce in modo sempre più cruento in Colombia. L’ultimo episodio risale a fine ottobre, quando ad essere uccisa è stata la governatrice Cristina Bautista con quattro guardie indigene, tutti di etnia Nasa. È successo a Tacueyó, nel Cauca settentrionale, mentre cercavano di fermare un gruppo armato illegale attivo nella città di Toribio. In questa regione le bande fanno passare la droga sfruttando le aree indigene.

Una zona strategica. Sul Cauca, regione sudoccidentale della Colombia, hanno messo gli occhi i boss del narcotraffico. Qui, infatti, c’è il ciclo completo di questo commercio: si va dalla coltivazione ai laboratori alle “rutas”, ossia le vie che permettono alla droga di uscire dai confini nazionali. Passa pasta di coca, ma pure marijuana. E così si sono concentrati da queste parti i gruppi più pericolosi: paramilitari, Eln, dissidenti delle Farc e, da qualche tempo a questa parte, cartelli di narcos messicani ancora non ben identificati. In questa parte della Colombia, insomma, l’accordo di pace del 2016 pare non star funzionando come avrebbe dovuto.

Le violenze. Il popolo Nasa è sotto attacco da ormai diverso tempo in questa zona. Un mese fa il coordinatore delle guardie indigene, José Albeiro Camayo, è stato minacciato e legato a un palo. E stando ai calcoli fatti dal Consiglio regionale indigeno del Cauca (Cric), da inizio 2019 ci sono state 51 minacce di morte, 8 attentati e 14 persone uccise. “Da quando si è installato il nuovo governo del presidente Ivan Duque nel 2018, in Colombia sono già stati uccisi 129 indigeni”, ha detto Luis Fernando Arias, consigliere dell’Organizzazione nazionale indigena della Colombia, a
France 24. Detto in un altro modo, “ciò significa che nell'ultimo anno in Colombia è stato ucciso un indigeno ogni 72 ore. Ciò si configura come uno sterminio e un genocidio contro i popoli indigeni. Dietro a questi crimini ci sono il narcotraffico e l'attività mineraria illegale”. E dall’omicidio di fine ottobre della governatrice Bautista e delle quattro guardie la violenza non si è fermata nel Cauca: altri 5 corpi sono stati ritrovati con la gola tagliata dopo la strage. E il 2 novembre è stato trovato un giovane Nasa, 18enne, ammazzato con degli spari.

La reazione
. Il presidente Ivan Duque ha reagito inviando altri 2.500 soldati per difendere i locali. Ma per i capi Nasa si tratta di una modalità di affrontare la situazione che potrà solo aggiungere violenza a violenza.

L’articolo integrale di Samuel Bregolin (da Bogotà, Colombia), Colombia: massacro di indigeni nel nord del Cauca, può essere letto su Osservatorio Diritti.

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