23 dicembre 2019 ore: 12:36
Giustizia

Colombia, l'accusa degli studenti: "Governo vuole reprimere il diritto alla protesta"

L’unità di controllo antisommossa della polizia della  Colombia accusata di aver represso in modo feroce le proteste in atto nel paese L’ultima vittima è stato il diciottenne Dilan Cruz. Per l'ong Temblores l'Esmad è responsabile della morte di 34 persone dal 1999 a oggi
Foto di Samuel Bregolin Colombia, il luogo dove è morto Dilan Cruz a Bogotà

Colombia, il luogo dove è morto Dilan Cruz a Bogotà

L’unità di controllo antisommossa della polizia della Colombia, l’Esmad, è accusata di aver represso in modo feroce le proteste in atto nel paese da un mese a questa parte. L’ultima vittima è stato il 18enne Dilan Cruz, morto il 25 novembre dopo essere stato colpito due giorni prima da un’arma “a bassa legalità”. Il reparto è nato 20 anni fa all’interno del “Plan Colombia”, spinto dagli Usa di Bill Clinton. In questo periodo di tempo, l’Esmad è passato da 350 a 3.876 agenti e da 3 a 14 milioni di euro circa di finanziamento.

Le contestazioni. La gente è scesa in piazza per la prima volta il 21 novembre. A dare il via alle proteste sono stati gli studenti, seguiti subito in tutto il paese da sindacati, lavoratori, popoli indigeni, afrodiscendenti e movimenti per la difesa delle donne. Ad essere criticato è il “Paquetazo”, un pacchetto di riforme neoliberali che colpirà i gruppi più fragili della popolazione.

L’accusa degli studenti. La portavoce del movimento studentesco della Universidad Nacional,
Jennifer Pedraza, ha detto a Osservatorio Diritti: “Quello che è successo con Dilan non è un atto isolato, è evidente l'intenzione del governo di reprimere il diritto costituzionale alla protesta. Chiaramente qualcuno ha dato all'Esmad l'ordine di sparare. Il governo non vuole riconoscere il Comité Nacional, scelto come interlocutore unico dai vari collettivi e sindacati che si sono uniti allo sciopero”. In queste settimane sono diverse le testimonianze di giovani che sostengono di avere subito violenze, mentre la polizia nazionale nega ogni accusa.

I dati. Secondo un recente rapporto della ong Temblores, pubblicato nel giorno della morte di Dilan Cruz, l’Esmad è responsabile della morte di 34 persone dal 1999 a oggi. Un documento frutto di due anni di ricerca della verità. Molte delle vittime risalgono al 2005 e 2006, ossia al periodo in cui il paese concludeva gli accordi di libero scambio con gli Usa nonostante le proteste di piazza. A morire sono stati soprattutto contadini, indigeni e studenti tra i 18 e i 35 anni.

Le armi. La Rete popolare di diritti umani della capitale colombiana denuncia che l’Esmad continua ad usare armi illegali, costruite in modo artigianale. Inoltre, gli agenti sparano ad altezza uomo, contrariamente a quanto previsto dal protocollo, colpendo così in modo violento i manifestanti (sono molti anche i casi registrati di giovani che hanno perso un occhio a causa dei proiettili di gomma).

L’intervista integrale di Samuel Bregolin (da Bogotà, Colombia), "Colombia, violenza di Stato: sotto accusa il reparto antisommossa",, può essere letta su Osservatorio Diritti.

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