24 marzo 2020 ore: 11:04
Giustizia

Coronavirus, in Burkina Faso il numero più alto di contagiati del Sahel

Un’emergenza che si innesta in una situazione già molto delicata a causa delle violenze e della crisi climatica, che stanno colpendo duramente il paese: più di 2 milioni di persone hanno bisogno d’assistenza e 780 mila gli sfollati
Foto: Cordelia Persen (via Flickr) Ouagadougou

Ouagadougou

In Burkina Faso si registra il numero più alto di contagiati dal coronavirus del Sahel: 75 positivi, tra i quali 3 morti (fonte: Oms, dati del 23 marzo). Un’emergenza che si innesta in una situazione già molto delicata a causa delle violenze e della crisi climatica, che stanno colpendo duramente. Tanto che oggi nel piccolo paese si contano più di 2 milioni di persone che hanno bisogno d’assistenza e 780.000 sfollati. Un contesto così degradato da avere già convinto moltissimi rifugiati maliani a fuggire dal paese, come ha denunciato l’Unhcr.

Il contagio. Il governo di Ouagadougou ha fatto sapere che già quattro ministri sono risultati positivi al tampone. Ora si teme che la situazione sfugga di mano, anche a causa di un sistema sanitario estremamente fragile. E così dal 21 marzo è stata annunciata la chiusura delle frontiere e sono stati proibiti incontri che prevedano la partecipazione di più di 50 persone. Misure che però si teme non siano sufficienti a rallentare la diffusione del virus.

Il contesto. Questa crisi sanitaria arriva in uno dei periodi più fragili per il paese: 3,5 milioni di persone su 20,5 milioni sono costrette ad affrontare il problema della insicurezza alimentare. In una nazione in cui otto cittadini su dieci si sfamano grazie ad agricoltura e allevamento, i cambiamenti climatici stanno avendo effetti devastanti. Una crisi che ha raggiunto ormai anche le zone a est e sud-ovest del Burkina Faso, fino a pochi anni fa le più produttive del paese. Tanto che si stima che un terzo delle terre coltivate sono ormai degradate. E la Fao calcola che ogni anno potrebbero andare persi altri 360.000 ettari circa. “Si prevede anche una diminuzione tra il 20% e il 75% delle terre coltivate, insieme a un calo tra il 6% e il 15% nella produzione agricola complessiva. Inoltre, significative carenze di cibo per animali potrebbero portare a una crisi dell’allevamento”, si legge nel Piano di risposta umanitaria 2020.

La violenza. La scarsità di risorse ha contribuito anche a far aumentare gli scontri per conquistarsele. Oltre agli attacchi jihadisti, ci sono scontri locali e crimini comuni. Il Programma alimentare mondiale denuncia che “nella prima metà del 2019 si sono registrati più attacchi di quanti ne siano avvenuti in tutto il 2018, con vittime civili in numero quattro volte maggiore rispetto a tutto il 2018”. Risultato di tutta questa situazione: ad oggi si contano circa 780.000 sfollati e più di
2.500 scuole chiuse per le violenze.

L’articolo integrale di Veronica Ulivieri, "Burkina Faso: il coronavirus arriva tra violenze e crisi climatica", può essere letto su Osservatorio Diritti. Foto: Cordelia Persen (via Flickr)

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