11 dicembre 2017 ore: 12:15
Disabilità

Crisi economica? "Colpa dei lavoratori disabili". Dai pregiudizi alle fake news

Il Cancelliere britannico dello Scacchiere Philip Hammond, la scorsa settimana, ha attribuito il basso tasso di crescita economica all'immissione nel mercato del lavoro di molte persone con disabilità. Ma stampa e società civile non hanno tardato a reagire. Fish: “Italia impari come si risponde a notizie false e pregiudizi”
Philip Hammond

Philip Hammond

ROMA – Economia in crisi? Colpa dei lavoratori con disabilità: è la tesi espressa nei giorni scorsi dal Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, di fatto ministro del Tesoro del Governo britannico May. Audito dalla Commissione parlamentare, Hammond ha imputato il basso tasso di crescita (0,1%) dell’ultimo trimestre all’immissione nel mercato del lavoro di molti lavoratori con disabilità.

Un esempio di come il pregiudizio verso la disabilità, e forse la malafede politica, possano contribuire alla diffusione di fake news, con un potenziale enorme danno per i bersagli di tali manovre”, commenta la Fish (Federazione italiana superamento handicap). Per contestualizzare questa affermazione, Fish ricorda che “negli ultimi 10 anni specifiche politiche (iniziate ben prima del Governo May) e un ripensamento dei servizi per l’impiego hanno prodotto una occupazione di circa un milione di persone con disabilità. Il gap è ancora notevole: sono occupati il 47,6 % dei disabili inglesi (più o meno il doppio di quelli italiani) contro il 79,2% della restante popolazione in età lavorativa. Ma proprio in questi giorni è stato lanciato un programma per intervenire anche su questa disparità, con l’obiettivo di annullarla entro il 2020”. Una misura che evidentemente non piace a tutti, in Gran Bretagna.

Non hanno tardato però le reazioni, nello stesso Paese, da parte della stampa e della società civile, “esempio – osserva la Fish - di come dovrebbero reagire la politica e la società civile a queste dichiarazioni e pregiudizi. Nelle 48 ore successive alle dichiarazioni di Hammond – continua la federazione - non c’è stata testata giornalistica che non abbia stigmatizzato la sua infelice uscita, e inoltre ci sono state decine di dichiarazioni di organizzazioni del movimento, smentite di studiosi, con numeri e cifre e soprattutto una presa di distanza di tutte le forze politiche, compresi gli ambienti governativi”.

E oggi, dall'Italia, arriva la reazione della Fish, secondo cui “l’affermazione sulla presunta improduttività delle persone con disabilità non solo è da rigettare sotto il profilo etico, ma è dimostratamente un falso, numeri, cifre, storie, trend alla mano”. E il presidente della federazione, Vincenzo Falabella, fa riferimento a simili “cadute” si politici italiani: “È ancora vivo il ricordo di un ministro dell’economia nostrano che si interrogava provocatoriamente su come l’Italia potesse essere competitiva avendo in carico 3 milioni di disabili – rammenta Falabella - E mantiene ancora vividi i suoi colori la copertina di uno dei settimanali più diffusi che rappresentava la persona con disabilità come un pinocchio bugiardo. Insomma in quanto a bufale e a pregiudizi nulla abbiamo da insegnare in Europa e Oltremanica. Dagli inglesi invece – conclude - abbiamo da imparare come si reagisce a tutto ciò”. (cl)

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