18 agosto 2019 ore: 10:00
Disabilità

Dalla città al mare, Matera senza barriere (grazie anche alle associazioni)

di Chiara Ludovisi
INCHIESTA. Dalla mnemoteca al museo multimediale, fino agli itinerari pensati per turisti non vedenti e non udenti: tante le iniziative che raccolgono la “sfida” di rendere accessibile un luogo così pieno di barriere
Matera accessibile inchiesta 3

ROMA - “I Sassi, la Murgia, le gravine, le chiese rupestri sono ricchi di barriere, anzi sono essi stessi barriere architettoniche naturali. Ma è altrettanto vero che questo mondo sembra esser fatto apposta per essere esplorato con tutti e cinque i sensi. I profumi della macchia mediterranea, i sapori della cucina lucana, la roccia calcarea, il differente tasso di umidità percepibile negli ambienti ipogei rispetto all’esterno, gli utensili della civiltà contadina dalle forme più disparate, i silenzi che trasmettono la sensazione di essere sospesi nel tempo: queste e tante altre sono le forme tramite le quali la Città dei Sassi si rivela ai suoi visitatori, siano essi disabili o normodotati, mentre il senso comune continua a raccontarla come luogo inaccessibile per antonomasia”. Ne è convinta Paola D’Antonio, che è stata assessore comunale ai Sassi e al Patrimonio Unesco di Matera dal 2016 al 2018 ed è stata intervista da “SuperAbile Inail”, per l'inchiesta sull'accessibilità culturale in Italia. “Ho trovato, sul territorio, progetti di valorizzazione culturale già avviati, soprattutto da associazioni, che consideravano anche il tema dell’accessibilità. Matera stava e tuttora sta compiendo un grande sforzo”, assicura D’Antonio, “ma la struttura dei Sassi non aiuta. Si può lavorare molto, questo è certo, anche nella realizzazione, grazie alle nuove tecnologie, di un turismo esperienziale che, prescindendo dalla presenza fisica, permetta comunque di fruire del patrimonio culturale cittadino”.

L'Archivio e il Museo multimediali

Diverse sono infatti le iniziative che, negli ultimi anni, sono state avviate a Matera, proprio per raccogliere la “sfida” di rendere accessibile un sito così pieno di ostacoli e barriere, anche con l’aiuto delle tecnologie. In questo senso, tra le azioni intraprese è particolarmente rilevante l’Archivio multimediale della memoria della città, in fase di costruzione, che renderà fruibile a tutti, anche a chi è più lontano fisicamente, il suo patrimonio storico, culturale e artistico: “Una vera e propria mnemoteca, un archivio della memoria”, spiega l’ex assessore, “che aiuta a ricostruire la memoria collettiva del nostro territorio attraverso la raccolta, la schedatura e la digitalizzazione delle fonti storiche, disperse e disgregate in archivi privati e pubblici, ancora reperibili. Un modo per mostrare Matera e la sua storia a tutti, anche a chi è fisicamente lontano”. Altrettanto significativo, in termini di fruibilità e accessibilità, è il Museo multimediale inaugurato nella chiesa rupestre di San Pietro Barisano, che offre l’opportunità a persone con disabilità motorie, ma anche ad anziani e bambini, di “visitare” il patrimonio rupestre in tre dimensioni e in sei lingue: tra queste, Lis e Braille. “L’iniziativa, avviata dai soci della cooperativa Oltre l’arte, è legata al progetto “Sassi e sensi: conoscere Matera oltre le barriere”. Grazie alla tecnologia, anche i turisti con disabilità motoria possono percorrere virtualmente gli ambienti delle chiese rupestri e apprezzare i sotterranei che normalmente sono off-limits per loro. I visitatori del Museo multimediale possono perfino toccare con mano gli ambienti rupestri, grazie ai plastici in scala di alcune chiese”.

Il Social trekking

Nella stessa direzione si muove il progetto “Cnr Itabc”, “una piattaforma digitale in grado di supportare gli utenti sia nella fase di pianificazione della visita a Matera sia durante la permanenza nella città, consentendo loro di orientarsi e di accedere ai contenuti culturali in prossimità di monumenti, siti e itinerari”. E’ più specificamente diretto ai turisti con disabilità il progetto “Social trekking”, finanziato dalla Regione Basilicata, approvato dalla Uici e dall’Ens, è stato ideato dall’associazione culturale SassieMurgia, in collaborazione con il centro di educazione ambientale Lega navale Matera-Castellaneta. Si tratta di alcuni itinerari turistici pensati per turisti non vedenti e non udenti, realizzati nei Sassi, nella Cripta del Peccato Originale e presso l’Oasi Wwf di San Giuliano. Matera però non è solo arte, storia e cultura ma anche sole, mare e natura. È quest’aspetto che, sempre nel segno dell’accessibilità, prova a valorizzare il progetto “Matera Mare – Destinazioni e itinerari accessibili”, coordinato dalla Regione Basilicata, nel quale sono coinvolte diverse associazioni radicate nel territorio. “Matera Mare è un’azione specifica volta all’identificazione, alla mappatura e all’elaborazione di dati in relazione al tema dell’accessibilità nel territorio lucano”, dice Paola D’Antonio. “Il progetto si articola in una piattaforma web, strumenti di viaggio cartacei, raccolta di esperienze. Il lavoro di mappatura degli itinerari è arricchito di informazioni e racconti, sintetizzato in mappe e diviso per temi. I percorsi si distinguono secondo tre tipologie: percorsi urbani che non presentano salti di quota, percorsi misti pedonali/carrabili che presentano salti di quota ma che possono essere risolti con rampe o scivoli, percorsi extra urbani di trekking o bike”. Nel suo sforzo di “spogliarsi” delle barriere, Matera ha avviato anche vere e proprie azioni di restyling e riqualificazione dei quartieri e del centro storico. È il caso del programma “Accessibilità”, che consiste nella realizzazione di un percorso agevolmente fruibile da parte di persone con ridotte capacità motorie o sensoriali. Si è portata la carreggiata stradale alla stessa quota dei marciapiedi, dividendo l’area mediante l’utilizzo di un cordolo e si è scelto di posizionare il percorso tattile sui marciapiedi. All’interno del percorso sono state inserite mappe tattili, che riproducono schematicamente la realtà dei luoghi. Queste sono solo alcune delle iniziative recenti, intraprese tutte per uno stesso scopo: “Rendere la Città dei Sassi un luogo privo di ostacoli”, conclude D’Antonio, “aperto alla conoscenza dell’altro e dimostrare che la cultura, in tutte le sue forme, è un valore inclusivo”.

“Movimento libero”

Matera 2019 ha stipulato un protocollo d’intesa con il British Council. Da questa sinergia nasce “Movimento libero”. Il progetto si sviluppa in tre tappe: laboratori, confronti pubblici e spettacoli per esplorare la relazione tra l’arte e le diverse abilità. Particolare attenzione è dedicata al tema dell’accessibilità, intesa anche come possibilità di partecipare alla cultura e alla professione artistica. Come spiega la Fondazione, “nel futuro che vogliamo costruire c’è anche la necessità di abbattere le barriere che impediscono la libertà di movimento. Barriere giuridiche, come i confini che troppi vogliono murare, ma anche semplicemente barriere fisiche che rendono difficile, se non impossibile, l’accesso a tanti luoghi delle città”. E a ottobre StopGap Dance Company (Uk), tra le maggiori compagnie di danza contemporanea con un cast di danzatori con e senza disabilità, sarà a Matera per presentare uno spettacolo in prima nazionale.
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