14 gennaio 2020 ore: 12:01
Economia

Povertà educativa, "nelle province con più famiglie in difficoltà mancano biblioteche"

Report di Openpolis e Fondazione con i bambini che analizza il numero di servizi nelle prime 15 province italiane per tasso di famiglie in disagio economico del mezzogiorno. Cosenza è l'unica provincia a superare la media nazionale, all'ultimo posto Barletta-Andria-Trani
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ROMA - La presenza di biblioteche è fondamentale nei territori in cui vivono più famiglie e minori in condizioni di disagio economico. Lo sottolinea il report diffuso oggi da Openpolis e Fondazione con i bambini, che analizza la carenza di questo servizio, ritenuto “un’opportunità educativa a cui bambini e ragazzi possono accedere a prescindere dalle condizioni socio economiche della propria famiglia”. Non solo per la possibilità di prendere in prestito dei libri, sottolineano gli osservatori, ma anche come luogo di incontro, uno spazio tranquillo dove studiare o dove partecipare ad attività ricreative come laboratori, letture collettive e incontri, che molte strutture di questo tipo offrono alla comunità.

Gli osservatori hanno preso in considerazione le prime 15 province italiane per tasso di famiglie in disagio e verificato la presenza di biblioteche in questi territori, confrontandone il numero con il totale della popolazione compresa tra 6 e 17 anni. Secondo l’ultimo censimento del 2011 - ricordano - circa il 3% delle famiglie in Italia si trova in una situazione di potenziale disagio economico. Un fenomeno che si aggrava nel mezzogiorno, dove la percentuale supera in molti casi la media nazionale e nessuna provincia ha meno del 2% di famiglie in disagio. Napoli è al primo posto con la più alta percentuale; seguono Caserta, Palermo, Catania e Crotone. “Bambini e i ragazzi che provengono da famiglie economicamente svantaggiate rischiano di vedersi preclusi alcuni servizi educativi dentro e fuori la scuola. - si legge - Dagli asili nido alla mensa scolastica, dallo scuolabus alla pratica di uno sport o la visita di un museo. Opportunità che agevolano e migliorano il percorso educativo, ma che spesso hanno un costo che le rende inaccessibili”.

L’analisi ha evidenziato che nelle province con più famiglie in disagio ci sono meno biblioteche per i minori: con 3,6 biblioteche ogni 1.000 minori, Cosenza è l'unica a superare la media nazionale (2,7); seguono Palermo e Salerno, Caltanissetta e Caserta. All'ultimo posto si posiziona Barletta-Andria-Trani, con meno di una biblioteca ogni 1.000 minori. In queste 15 province, poi, i comuni con più famiglie in disagio hanno meno biblioteche rispetto alla media nazionale. Inoltre, segnalano gli osservatori, sia i dati complessivi sull'Italia, sia quelli provinciali indicano una maggiore presenza di biblioteche per minore nei comuni periferici e ultraperiferici. “Ciò è in parte dovuto alla quota più bassa di bambini e ragazzi che vivono in questi territori e che quindi fa risultare più alto il numero di strutture per residente 6-17”, ma è anche la “conseguenza di non poter misurare il servizio in base ad altri parametri oltre a quello quantitativo, come le dimensioni della struttura o l'organizzazione di corsi e attività. Nei dati che abbiamo a disposizione, una biblioteca molto grande in una città con tanti abitanti conta come una piccola struttura in un comune poco popoloso. Tuttavia è ragionevole aspettarsi che la prima sia frequentata da un maggior numero di minori, e offra più servizi”.

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