14 giugno 2019 ore: 13:23
Disabilità

Falsi invalidi, riparte la “caccia alle streghe”?

Salvini ha annunciato nei giorni scorso “un controllo a tappeto delle invalidità presunte e la radiazione dei medici che hanno certificato una invalidità che tale non è”. Per Fish, “dichiarazione inquietante: evoca una caccia alle streghe che aumenta lo stigma e non produce utilità”

Sedia a ruote in riva al mare

Sedia a ruote in riva al mare

ROMA - “Stiamo preparando, con il ministro Fontana, un controllo a tappeto delle invalidità presunte, con la radiazione dei medici che hanno certificato una invalidità che tale non è”: lo ha annunciato Salvini, intervenendo alcuni giorni fa a “Porta a porta”. Per Fish, una dichiarazione “inquietante, perché evoca la recente stagione delle campagne contro i cosiddetti 'falsi invalidi' (1.250.000 controlli dal 2009 al 2015), una caccia alle streghe che, al di là della propaganda, non ha prodotto utilità di peso, che partiva da luoghi comuni ed ha finito per alimentare stigma, pregiudizio ed enormi disagi per le persone con disabilità e per le loro famiglie. Ed in aggiunta ha generato un sovraccarico per INPS del tutto immotivato, inefficace e foriero di rallentamenti dell’ordinaria amministrazione oltre che di contenzioso”.

E' di nuovo caccia alle streghe?

Ora, la dichiarazione di Salvini dimostra che “evidentemente quella lezione non è servita: si è ancora fermi agli stessi luoghi comuni e alla convinzione di facili ed eclatanti 'soluzioni' che dimostrano anche una scarsa conoscenza dei percorsi, degli iter, delle responsabilità. È inoltre singolare – osserva ancora Fish - che, nelle attuali dinamiche politiche, venga lanciata da esponenti dell’Esecutivo in quota Lega una misura che non è affatto nel 'Contratto del Governo del cambiamento', senza che il primo azionista della Maggioranza (M5S) abbia ancora replicato su un tema di tale delicatezza”.

Rispetto a queste ipotesi, il presidente della Fish Vincenzo Falabella promette che “analizzeremo opportunamente e doverosamente i contenuti dell’eventuale proposta, monitoreremo gli eventi e faremo valere le nostre ragioni e le nostre posizioni con ogni azione, anche forte se del caso. Non abbiamo mai pensato di negoziare i diritti delle persone con disabilità: non lo abbiamo fatto in passato, non lo faremo oggi”.

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