25 febbraio 2010 ore: 16:53
Non profit

Festa di via Padova, "non nasce in risposta alle violenze"

Le organizzazioni impegnate nella due giorni “Via Padova è meglio di Milano" presentano l'iniziativa: "Lavoriamo a lungo termine, non per l'emergenza"
Milano - “Via Padova è meglio di Milano”: non è uno slogan politico, ma un week-end, quello due 22 e 23 maggio, in cui i cittadini invaderanno pacificamente la via e il quartiere dove il 13 febbraio scorso è stato commesso l'omicidio del giovane egiziano, Hamed Mamoud El Fayed Adou. Sessanta gli eventi previsti, 45 le realtà coinvolte. Tra queste, gli Amici della Casa della Carità, l'Ambulatorio popolare di via dei Transiti, l'Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) di Crescenzago, l'Orchestra multietnica di via Padova, la scuola Casa del Sole del Parco Trotter, l'associazione insieme nelle Terre di mezzo, le parrocchie e i gruppi scout. E i rappresentanti delle comunità straniere. L'appuntamento è stato presentato questa mattina alla Casa della Cultura Islamica. Tra i promotori anche Carlo Bonaconsa, del comitato “Vivere in zona 2”: “L'iniziativa non nasce in risposta alle violenze: è nata nei mesi scorsi -ha spiegato Carlo Bonaconsa-. Le associazioni di via Padova la lavorano per l'integrazione in progetti a lungo termine, non per l'emergenza”.

Ad illustrare l'evento, Daniela Airoldi Bianchi del teatro Officina: “Desideriamo così valorizzare la dimensione cosmopolita di questa zona della città”. Sono in programma dibattiti, concerti, spettacoli di strada, installazioni artistiche, laboratori per bambini. Ma non ci si dimentica neppure della dimensione spirituale: è prevista persino la “messa delle genti”, una preghiera collettiva interreligiosa. Ad essere coinvolti anche i mezzi pubblici: “L'autobus 56, che percorre via Padova, verrà trasformato in un luogo di performance culturali e di gioia” ha spiegato ancora Daniela Airoldi Bianchi. Gli eventi costelleranno la via, i cortili e le piazze, attraversando la quotidianità delle persone che ci abitano. Protagoniste dei due giorni realtà conosciute e sotterranee “per dimostrare che qui tutti hanno pari dignità” sottolinea Daniela Airoldi Bianchi.

I commenti dopo l'incontro con Letizia Moratti. “Non vogliamo solo essere ascoltati, né tanto meno ascoltare decisioni prese altrove: vogliamo partecipare attivamente ai progetti di via Padova”. Così risponde Carlo Bonaconsa del Comitato Vivere in zona 2 a chi gli chiede come sia andato l'incontro di ieri (24 febbraio, ndr) tra le associazioni di Via Padova con il sindaco di Milano, Letizia Moratti. “Fino ad ora abbiamo svolto un ruolo di supplenza delle istituzioni –ha sottolineato Carlo Bonaconsa durante la presentazione di “Via Padova è meglio di Milano” (evento in programma il 22-23 maggio)-: ora ci aspettiamo un ruolo attivo dell'amministrazione, e non solo sicurezza”. Positivo anche il giudizio di Mahmud Asfa, direttore della Casa della Cultura Islamica, che ha ospitato l'evento: “È la prima volta che come comunità islamica incontriamo il sindaco, per noi quella di ieri è stata un'occasione importante: le abbiamo fatto conoscere le nostre iniziative”. (Marta Gatti)
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