19 novembre 2019 ore: 13:08
Non profit

Giornata infanzia. Una "biblioteca vivente ” per ricordare i bambini nelle baraccopoli

Un libro non si giudica dalla copertina. Questo il titolo dell’evento organizzato dall’associazione 21 luglio con la Rete Reyn. Appuntamento domenica 24 novembre. Stasolla, presidente 21 luglio: “La strada per la tutela dei diritti dei bambini che in Italia abitano i margini urbani è ancora in salita”
Biblioteca vivente
ROMA - Una “Biblioteca Vivente” per ricordare che in Italia vivono circa 14 mila bambini minorenni nelle baraccopoli ai margini delle città e nei ghetti dove anche i servizi minimi non sono garantiti quasi mai. È l’idea venuta all’Associazione 21 luglio, impegnata dal 2010 nella difesa dei diritti delle bambine e dei bambini che vivono in emergenza abitativa, in collaborazione con la Rete Reyn Italia  (che vede coinvolti anche l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, “Casa della Comunità Speranza” di Mazara del Vallo e l’associazione Articolo 34) in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza che si celebrerà il 20 novembre in tutto il mondo. “L’evento ricorda l’approvazione della Convenzione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York - si legge in una nota della 21 luglio - ma, nonostante siano trascorsi 30 anni da quel giorno, la strada per l’affermazione dei diritti dei bambini che vivono esclusione sociale e povertà è ancora in salita”.
 
L’evento dal titolo “Un libro non si giudica dalla copertina!”, si svolgerà domenica 24 novembre con due appuntamenti: a partire dalle ore 10.30, la Biblioteca Vivente sarà in piazza Madonna di Loreto, a Roma; mentre nel pomeriggio dalle ore 15, la Biblioteca Vivente si trasferirà a Tor Bella Monaca, presso il Centro Commerciale “Le torri” di via Amico Aspertini. Ma cos’è una Biblioteca vivente? Si tratta di una “metodologia innovativa con un obiettivo chiaro: decostruire i pregiudizi creati intorno a differenze di genere, età, etnia, stato sociale, formazione culturale, scelte di vita attraverso il dialogo ma anche l’ascolto e la comprensione - aggiunge la nota dell’associazione 21 luglio -. Cuore pulsante della Biblioteca sono i libri “umani” e nel caso specifico donne e uomini rom che hanno subito episodi di discriminazione nella loro vita e che dopo anni trovano il coraggio di raccontare quanto vissuto perché consapevoli della potenza intrisa nel dialogo. A supportare la loro funzione, due ruoli importanti: il bibliotecario che presenta titoli e sinossi del catalogo e un dizionario (umano anch’egli) pronto a spiegare passaggi chiave della storia recente, non solo del nostro Paese”. 
 
Secondo Carlo Stasolla, presidente dell’associazione 21 luglio, “la strada per la tutela dei diritti delle bambine e dei bambini che in Italia abitano i margini urbani è ancora lunga e in salita: i dati, tutt’altro che rassicuranti, dimostrano quanto sia necessario continuare a parlarne – ha detto Stasolla -. Quest’anno abbiamo deciso di lasciare che siano i protagonisti stessi a raccontare le discriminazioni subite e le strategie attivate per superarle perché solo le testimonianze dirette possono imprimere stati d’animo e consapevolezze. Ringraziamo  di vero cuore le donne e gli uomini che hanno accettato di raccontare alcuni dei momenti più segnanti e difficili della loro vita  e ci auguriamo che tanti “lettori” si avvicinino per sfogliare le “pagine” che compongono il “catalogo” della Biblioteca Vivente”. L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio, dall’Unar e da Fondazione Migrantes. La partecipazione è libera. 
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