26 maggio 2003 ore: 15:32
Non profit

Gli obiettori nonviolenti (Aon) chiedono a Ciampi di sospendere la parata militare del 2 giugno

ROMA – Con una lettera l’Associazione obiettori nonviolenti chiede al presidente della Repubblica Ciampi di “sospendere la parata militare prevista per il prossimo 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica, e di destinare i soldi risparmiati a sostegno della popolazione irachena”.
“Sin dalla Sua decisione di riprendere a festeggiare il 2 giugno con una parata militare, Le abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà –proseguono Massimo Paolicelli, presidente di Aon, e Filippo Thiery, segretario del Coordinamento Romano dell’associazione -. Questo perché siamo convinti, da un lato che sia un modo arcaico e superato dalla storia il fatto che una nazione ostenti la sua forza militare, dall’altro perché riteniamo inopportuno festeggiare la Repubblica, fondata sul lavoro, solo facendo sfilare gli uomini in divisa, di fatto mortificando tutti gli altri cittadini, che nel loro impegno quotidiano, pur non imbracciando un fucile, lavorano per la crescita della Repubblica”. “Quest’anno però la preoccupazione è maggiore – sottolinea la missiva, datata 24 maggio -. Infatti siamo convinti che dopo l’11 settembre 2001 l’Occidente, ed in particolare gli Stati Uniti, abbiano intrapreso una strada sbagliata: quella della guerra preventiva fuori da qualsiasi mandato di un organismo soprannazionale”. Anche se “escludiamo interessi personali di chi ha deciso di dichiarare la guerra all’Iraq, resta il fatto che tale guerra si è fatta principalmente per mantenere lo stile di vita opulento dei paesi ricchi, che non si fanno scrupoli se per difenderlo a farne le spese sono i poveri della terra – affermano i responsabili di Aon -. Siamo convinti che rispondere alla feroce follia del terrorismo con guerre indiscriminate che non fanno altro che creare nuove vittime e nuovi disperati, humus primario di chi fomenta il terrorismo, sia anacronistico. Non possiamo e non vogliamo rassegarci a vivere in un mondo dove da un lato alcuni fanatici estremisti religiosi con il loro martirio gettano nel terrore intere popolazioni, e dall’altro uno Stato, con la scusa di scovare terroristi per il mondo mette a ferro e fuoco intere nazioni”. Inoltre per l’associazione “è difficile comprendere come possa avere credibilità chi per farsi giustizia da solo, disprezza qualsiasi regola, facendo carta straccia del diritto internazionale e delegittimando gli organismi internazionali. Violazioni delle quali non è esente neanche il nostro paese, che ripetutamente ha raggirato l’articolo 11 della nostra Costituzione, come ha denunciato il Suo predecessore on. Oscar Luigi Scalfaro”.
“Non è facendo il lifting alla lingua che si cambia la sostanza di quello che si fa – denuncia l’associazione Obiettori nonviolenti -. Le guerre ormai sono chiamate missioni umanitarie anche quando si mandano 3.000 uomini in armi a difendere un ospedale. Un insulto all’intelligenza. Oltretutto la presenza di militari aumenta in maniera esponenziale il costo delle operazioni, soldi che potrebbero essere invece investiti per dare un aiuto diretto alle popolazioni colpite dalla guerra”.
“Quale massimo garante della Costituzione – concludono Paolicelli e Thiery - ci aspettiamo da Lei finalmente un gesto forte, che a partire dalla parata militare interrompa questa ipocrita ‘non belligeranza’. Gentile Presidente, ci appelliamo a Lei, affinché si faccia promotore di un rilancio delle Nazioni Unite opportunamente democratizzate, dotate di uomini in armi (al più presto da superare) e di corpi civili di pace per la prevenzione e la soluzione dei conflitti”.(lab)
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