11 giugno 2015 ore: 15:16
Disabilità

I "muratori" autistici smantellano la loro chiesetta. Per salvarla dalle ruspe dello sgombero

Avviato oggi lo sgombero dell’area di Tor di Quinto in cui avvennero gli scontri tra tifosi che portarono alla morte di Ciro Esposito. Secondo la Polizia di Roma Capitale sarebbe occupata da insediamenti rom. La replica dell'Anpet: “Ci sono solo due famiglie romene. Un duro colpo per i nostri ragazzi autistici: interrotte le terapie e niente centri estivi”
Muratori autistici all'opera

ROMA - Domani, a Tor di Quinto, 20 ragazzi con autismo smantelleranno la chiesa in legno che hanno costruito, per salvarla dalle ruspe. Sì, perché lo sgombero iniziato questa mattina a Roma, in Viale di Tor di Quinto 57/B, non risparmierà l’Anpet, l’associazione che svolge da 16 anni attività di pet terapy e non solo con oltre un centinaio di ragazzi con autismo. La vicenda è complessa: l’area è stata a lungo contesa tra amministrazione pubblica e soggetti fino al marzo scorso, quando il comune di Roma ne è rientrato ufficialmente in possesso. E ne ha disposto, poco dopo, lo sgombero: “Occupato per anni da insediamenti rom, il luogo è anche conosciuto per i tragici scontri avvenuti in occasione dell'incontro Roma-Napoli dove aveva perso la vita il tifoso Ciro Esposito – scrive in una nota Polizia Roma Capitale -. In particolare gli ex spogliatoi degli impianti erano occupati, ai tempi dei fatti, dallo stesso De Santis, il tifoso romanista coinvolto”. 

Ma tante altre sono le realtà che, dagli anni ’90 ad oggi, si sono insediate su quest’area, dando vita in alcuni casi ad esperienze positive e di valore. Come l’Anpet, l’associazione nazionale Pet e terapia, che oggi subisce la stessa sorte delle “baracche” abusive: “Fa comodo presentarlo come un’azione diretta ai rom – commenta Enzo Cardogna, presidente di Anpet – ma non è affatto così. Su quest’area si trovano attualmente due famiglie non rom, ma romene, oltre a un artista, al Ciack village e a qualche altra realtà. E ci sono i nostri locali e la nostra chiesetta, in questo momento minacciati dalle ruspe. Un duro colpo per i nostri ragazzi, che questo luogo lo frequentano da 16 anni. E che domani smantelleranno la loro chiesetta, per recuperare almeno il materiale, come il legno di castagno impiegato nella costruzione. Intanto, da martedì abbiamo interrotto le terapie: avremmo dovuto attivare i centri estivi, ma tutto è sospeso, in attesa che qualcuno ci ospiti”. 

Nessun provvedimento di sgombero era stato notificato all’Anpet: “ora temiamo per la sorte di due casette prefabbricate donate dalla Regione Lazio e da Leroy Merlin che potrebbero finire demolite dalle ruspe – spiega Cardogna - Ai ragazzi non è premesso neanche di prendere i propri effetti personali. Ieri, dopo una manifestazione con momenti di tensione, l’assessore del  XV Municipio,  Michela Ottavi,  aveva promesso a genitori e operatori l’indizione di un “tavolo” immediato per risolvere la questione”. L’incontro, infatti, si farà, il prossimo 19 giugno, con g li assessori Danese e Masini. “Il comune ci ha assicurato una soluzione, ma per quel giorno il danno potrà già essere fatto”. (cl)

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